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Alcoa sospende la produzione nelle fabbriche di Fusina e Portovesme

Il gigante americano dell'alluminio Alcoa ha reagito con vigore alla richiesta di rimborso da parte dell'Ue degli aiuti di Stato ricevuti sulle tariffe elettriche, sospendendo la produzione nei due stabilimenti italiani e annunciando l'intenzione di fare ricorso. «Alcoa sospenderà temporaneamente la produzione nelle due fabbriche di Fusina e Portovesme - afferma una nota del gruppo diffusa nella notte - dove sono interessati duemila addetti diretti e indiretti».

La Commissione europea, a conclusione di un'indagine, ha chiesto ad Alcoa di porre fine alle sovvenzioni illegali concesse a partire dal 2006 e di recuperare dal gruppo Usa una parte degli aiuti già versati. Alcoa, che in Italia impiega 2500 addetti, ha replicato alla Ue con una nota in cui annuncia la sospensione della produzione nelle due fabbriche italiane contestando quindi la decisione assunta dall'Ue. «Le tariffe - spiega la nota di Alcoa - erano in vigore da più di un decennio ed erano state approvate dalla Commissione nel 1995, anno in cui Alcoa ha acquisito le infrastrutture». Senza le suddette tariffe agevolate, spiega il gruppo, diventa difficile sostenere il consumo di elettricità delle due grandi fonderie. «Il messaggio inviato dalla Commissione a lavoratori e investitori - afferma il gigante dell'alluminio - è che l'industria pesante non è più una priorità».

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