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Mezzogiorno: Cgil, sabato 7 manifestazioni in 7 regioni
Una giornata che ha come obiettivo quello di “porre all’attenzione del paese la grave situazione in cui versa adesso il Mezzogiorno” e per chiedere, avanzando precise proposte, “al governo di cambiare radicalmente passo”. È la segretaria confederale della Cgil, responsabile per l’organizzazione sindacale delle politiche di coesione economica e sociale del Mezzogiorno, Vera Lamonica, a spiegare il senso della giornata che la Cgil promuove sabato (28 novembre) ‘Lavoro, sviluppo, legalità al Mezzogiorno per dare futuro all’Italia’. Una giornata di lotta delle regioni del sud che vedrà manifestazioni di carattere regionale in sette diverse città del Mezzogiorno.

“Nel Mezzogiorno registriamo un calo dell’occupazione disastroso”, ha spiegato Lamonica oggi in una conferenza stampa di presentazione della giornata di sabato, tenuta insieme al segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Nei soli primi sei mesi dell’anno - ha fatto sapere la dirigente sindacale - abbiamo perso in questa parte d’Italia 271mila addetti: un calo fortissimo che le statistiche sulla disoccupazione non recepiscono immediatamente perché nel Sud il lavoro perso diventa ‘scoraggiamento’”. Il dato emerge, infatti, con l’esplosione del dato di inattività, ovvero di lavoratori che si ritirano dal mercato del lavoro. Per quanto riguarda il versante industriale, la vicenda di Termini Imerse, come quella che investe il territorio sardo, sono lì a dimostrare lo stato dei fatti. “Il Mezzogiorno vive un processo di forte ridimensionamento dell’apparato produttivo che produce desertificazione in un territorio che vive, tra l’altro, storici e annosi problemi”, ha aggiunto Lamonica.

“E se questo è il quadro il governo risulta colpevolmente inerte. Rispetto a questo contesto - ha detto Lamonica - non abbiamo mai avuto un momento di discussione col governo, mentre quest’ultimo non ha esitato ad usare le risorse destinate al Mezzogiorno per finanziare i più disparati capitoli di spesa: dalle multe per le quote latte al ripiano dei bilanci dei comuni di Catania e Milano”. Una cifra, quella sottratta al Mezzogiorno, che le statistiche più ottimistiche attestano a oltre 20 miliardi di euro mentre continua “la perdita secca della spesa ordinaria sempre per il Sud”, ha aggiunto. Eppure, ha spiegato Lamonica, “sembrava aprirsi il tema del Mezzogiorno questa estate ma la discussione ha portato soltanto due proposte: il ponte sullo Stretto e la Banca del Sud”. Sul primo la Cgil ha più volte detto, e lo ha ribadito ancora oggi, che non è la priorità; sulla seconda proposta, per Lamonica, “sebbene risponda al tema sentito del credito lo fa però con una proposta confusa e che non è quella che il Mezzogiorno si attende”.

Per questo la Cgil sottopone al governo una serie di proposte e di priorità, da discutere in una sede istituzionale anche con gli attori locali, che vanno dalle politiche infrastrutturali e ambientali alla salvaguardia delle legalità e della sicurezza del territorio, che facciano del Mezzogiorno la priorità strategica per il rilancio dell’economia dell’intero paese. “Sarà una giornata importante che ha l'obiettivo di fare assumere al governo una politica in grado di sostenere investimenti e occupazione nel Mezzogiorno”, ha concluso il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, nel sottolineare come il sindacato è in prima linea “per difendere il patrimonio produttivo del Sud”.

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