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Ddl lavoro: Cgil, norme pericolose e inaccettabili
“Norme pericolose ed inaccettabili”. E’ questo il giudizio della Cgil sul ddl 1167 - delega sul lavoro pubblico e privato - approvato dal Senato e che adesso passa alla Camera per la definitiva approvazione. Nel testo, infatti, rileva il sindacato in una nota, “si rivitalizza un istituto come la certificazione dei contratti di lavoro per trasformarlo in una possibile forzatura nei confronti dei vincoli contrattuali, prevedendo che il giudice del lavoro non potrà contestare il contenuto della certificazione, a meno che il lavoratore non possa dimostrare un errore formale della certificazione. Si relega il giudice alla sola verifica dei requisiti formali degli atti in materia di licenziamenti, trasferimenti d’azienda ecc..”

Inoltre il ddl contiene altre norme “inaccettabili”: “si resuscita scorrettamente lo staff leasing, che la legge di recepimento dell’accordo del 23 luglio 2007 aveva cancellato senza che nessuno, nemmeno le imprese, se ne dolesse; si riaprono i termini per l’esercizio delle deleghe contenute nella legge 247/07 (relative alla riforma degli ammortizzatori sociali, dell’apprendistato, dei servizi all’impiego, degli incentivi al lavoro, per l’occupazione femminile), lasciate volutamente scadere con un giudizio negativo dal governo lo scorso dicembre”. Con ciò, prospetta la Cgil, “si punta, con tutta evidenza, ad un contenitore già esistente in cui convogliare i contenuti del libro bianco, fondati su una visione radicalmente antitetica ai principi delle deleghe”.

“Si prosegue così - continua la nota -
nell’opera di smantellamento di un’idea di diritto del lavoro che distingue la relazione di lavoro da ogni altro rapporto commerciale in quanto uno dei due contraenti è più debole, e come tale merita una protezione specifica. Questa norma è l’esemplificazione della teoria del libro bianco che punta alla liberazione dell’impresa da ogni vincolo, negando con ciò al lavoro la titolarità di un proprio punto di vista. Un approccio del tutto ideologico, ingiusto ed inefficace, come dimostra - conclude la Cgil - lo scivolamento del nostro paese nelle graduatorie internazionali”.


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