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Una piazza rosa contro la violenza Diecimila donne gridano: «Basta!»

Gli slogan: «Stop al femminicidio». Cartelli per ricordare Brenda e contro le limitazioni alla pillola Ru486

ROMA - In diecimila a Roma per dire basta alla violenza. È una ribellione e anche una richiesta di aiuto contro la violenza maschile di cui sono state vittime nel corso della loro vita oltre 6 milioni di figlie, madri, sorelle in Italia. E le donne gridano forte per far sentire la loro voce a Roma, nella manifestazione nazionale autorganizzata, grazie ad un tam tam via internet sul sito http://www.torniamoinpiazza.it/, in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Il corteo è partito da piazza della Repubblica: in testa lo striscione viola con scritto «Basta»!. Le donne stanno sfilando al grido «Decidiamo noi» dopo aver fatto un giro di protesta di piazza della Repubblica. Tra i manifestanti anche una banda di musiciste con tamburi e piatti.

SCHERMO A S.GIOVANNI - Arrivato a piazza San Giovanni, sullo schermo sono stati proiettati video contro la violenza sulle donne, lesbiche e trans in un cortometraggio sulla mutilazione genitale. Tanti gli striscioni che i manifestanti hanno portato in strada: «La sicurezza. Lo stupratore sul parabrezza» si legge su un cartellone mentre su alcuni distributori di condom che si trovavano lungo il percorso sono stati affissi cartelloni con scritto «Libere di scegliere, capaci di reagire: Ru486 libertà è autodeterminazione».

GLI SLOGAN - «Donne unite per la libertà contro la violenza, razzismo e omofobia» si legge su uno striscione scritto con i colori della bandiera della pace. «Stop al femminicidio» recita un altro cartellone, «Chi ci difende dalle ronde? Nessuna azione razzista in nostro nome» si legge su un altro cartellone e ancora «Attente mamme!!! Il modello Barbie fa male alle bambine, le vuole sexy, magre uguali alle veline». E «rosa» è il colore che tante donne giovani e anziane, hanno scelto per scendere in piazza, collant, gonne, maglioni e perfino make-up. «Sono 40 anni che scendo in piazza - ha detto Edda Billi della Casa internazionale delle donne - e i problemi sono sempre gli stessi, la violenza sulle donne è vecchia come il mondo. Per questo oggi diciamo basta».

IN PIAZZA - In piazza anche le lavoratrici e i lavoratori di Eutelia, in lotta per la difesa del posto di lavoro. A loro sostegno, lungo il percorso del corteo, sono previsti i banchetti delle «Arance Metalmeccaniche», promossi da Prc; il ricavato della vendita di sacchetti di arance biologiche, finanzierà la cassa di resistenza di quei lavoratori che da luglio non ricevono lo stipendio. Ha dato l'adesione alla manifestazione anche la scrittrice Dacia Maraini. La manifestazione - promossa dalle reti femministe e lesbiche - vuole essere un momento di coesione e di riflessione per ribadire la libertà di scelta sessuale e di identità di genere, per chiedere una informazione libera e non sessista. Si affermerà il rifiuto di ogni forma di discriminazione e razzismo, la necessità di una scuola che educhi alla convivenza civile tra i sessi e le culture diverse.

DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA - Il corteo partito da piazza della Repubblica arriverà a piazza San Giovanni, dove verranno proiettate interviste e dati sulla violenza contro le donne, le lesbiche, le transessuali, sulle mutilazioni genitali femminili, a cura di Donna Tv. Fra le adesioni, numerose associazioni femministe, tra cui Affi e Udi, le donne del partito dei Carc e il Forum delle donne del Prc. «La violenza patriarcale e la violenza di sistema - affermano le donne comuniste - sono le due facce di una stessa medaglia, che colpendo i corpi e le vite delle donne sferra poi l'attacco contro tutte le differenze». In piazza anche lo striscione di Amnesty International e quello delle donne della Cgil Roma e Lazio.

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