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Tempo scaduto, scioperano i comparti pubblici, la scuola e l'università

Redazione

La mappa del corteo di Roma

ROMA - "Tempo Scaduto, domani sciopero generale dei comparti pubblici". Così recita la nota diffusa dalla Fp Cgil per contrastare la controriforma Brunetta, per chiedere la stabilizzazione del personale precario, per ottenere lo stanziamento dei fondi in finanziaria per il rinnovo dei contratti, e contro le decurtazioni in caso di assenza per malattia.  "Il tempo delle attese è scaduto", ha sottolineato Carlo Podda, Segretario Generale dell'Fp-Cgil, il quale sostiene che l'adesione allo sciopero di domani sarà massiccia e che non riguarderà solo gli iscritti alla Fp-Cgil.

 

"I recenti sviluppi del dibattito sul rinnovo contrattuale, la chiusura del Governo ed il costante tentativo di perseguire la divisione tra le organizzazioni sindacali, impongono una mobilitazione forte - ha detto Possa - in difesa dei diritti dei lavoratori pubblici, oggi pericolosamente insidiati dalla riduzione degli spazi di democrazia sindacale e da una controriforma che riporta i servizi pubblici sotto il controllo della politica."

In contemporanea anche le lavoratrici e i lavoratori che operano nei settori della conoscenza e l'intero sistema di istruzione, formazione e ricerca, impiegati e vigili del fuoco, medici e insegnanti, infermieri e ricercatori, sciopereranno, a parte coloro che dovranno svolgere i servizi essenziali. Quest'ultimi sono al centro di una gigantesca operazione di ristrutturazione del governo dove, oltre alla riduzione delle risorse e ai tagli al personale, viene mortificato il lavoro, vengono ridotti gli spazi di contrattazione e di democrazia, viene smantellata la scuola, l’università e la ricerca. Si pregiudica, in questo modo, il diritto universale dei cittadini all'accesso all'istruzione e alla formazione, sancito dalla nostra Costituzione.

A Roma i lavoratori pubblici e privati della conoscenza e dell'impiego,   daranno vita ad un corteo comune nella Capitale, che partirà da piazza della Repubblica per arrivare a piazza del Popolo dove si terranno i comizi dei leader della Fp-Cgil, Carlo Podda, della Flc-Cgil, Domenico Pantaleo, e del segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani: "Ci aspettiamo uno sciopero che riesca - ha detto Epifani  - e una buona partecipazione alla manifestazione. La Fp-Cgil ha previsto altre due manifestazioni a Milano e Napoli, mentre la manifestazione della scuola sarà a livello nazionale.

Renato Brunetta, ministro della Funzione pubblica, ha tentato di screditare la lotta dei lavoratori, auspicando una bassa partecipazione e il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha chiesto di sospendere il corteo di Roma per non creare disagi durante il periodo natalizio. Un "no" secco è la replica di Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e Lazio, che ha inviato un amissiva al primo cittadino per chiarire ulteriormente la posizione della Cgil sul protocollo relativo ai cortei e alle manifestazioni.
"Quando le parti istituzionali e datoriali non instaurano corrette relazioni con il sindacato, vengono negati incontri di confronto e concertazione, non vengono fornite risposte adeguate ai problemi aperti - ha scritto Di Berardino - scioperi e manifestazioni diventano l'unico modo per richiamare l'attenzione sui drammi occupazionali".

Tuttavia come riporta l'appello rivolto a tutti i lavoratori della conoscenza della Flc: "Uno sciopero generale non è mai una decisione da prendere a cuor leggero, e si fa ricorso a tale misura solo in casi davvero gravi. Malauguratamente, la condizione dei settori della conoscenza, e del personale che vi opera, è in una situazione mai vista prima. I tagli di risorse e di personale previsti nei prossimi tre anni sono destinati a cambiare la natura e la geografia del nostro sistema di istruzione e di ricerca, a privare tanti ragazzi del diritto a studiare e a progredire, a privare decine di migliaia di lavoratori del posto di lavoro e dello stipendio. Ma al tempo stesso gli interventi del Governo renderanno l'intero Paese più debole e più povero, e insieme più ingiusto: un Paese che sceglie di colpire la conoscenza è un Paese che rinuncia al suo futuro."

La mappa del corteo di Roma



 


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