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Rifondazione Comunista coi lavoratori Fincantieri - Il Governo intervenga subito!


Continua la mobilitazione dei lavoratori degli stabilimenti Fincantieri di Genova, La Spezia, Ancona per chiedere che l’azienda rispetti gli impegni presi e paghi il premio di 750 euro che, secondo il contratto integrativo Fincantieri, dev’essere “indipendente dai recuperi di produttività”. Il titolo vergognoso di Libero, che oggi dava dei “fannulloni” agli operai di Fincantieri di fatto ci sembra rispecchiare le già ripetute esternazioni dell’AD Giuseppe Bono. La realtà è che non si possono fare le nozze coi fichi secchi e che le scelte dei managers non possono ricadere su chi semplicemente le deve attuare.
Se da anni diciamo che serve un forte intervento pubblico nell’economia, finanziamenti adeguati, piani industriali seri, più ascolto ai lavoratori e meno a manager tanto pagati quanto disastrosi evidentemente abbiamo le nostre ragioni. E d’altra parte è chiara la sproporzione tra lo scontro che Bono sta alimentando col sindacato e la cifra in gioco, che qui si tratta di una vera e propria provocazione, le cui ragioni sono ideologiche più che finanziarie. Per questo ribadiamo la richiesta di dimissioni. I lavoratori stanno facendo la loro parte: a Genova di notte occupano lo stabilimento da due giorni e di giorno non hanno altra arma a disposizione per farsi sentire che bloccare il traffico, a La Spezia e ad Ancona ci sono scioperi e manifestazioni e il blocco di una nave. Ora serve un forte intervento della politica sul Governo, azionista di Fincantieri, in vista dell’incontro di oggi tra il Ministro Scajola e FIOM, FIM, UILM, per sbloccare il pagamento del premio.

Coordinamento Nazionale Lavoratori Fincantieri del PRC
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