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In fabbrica anche a Natale per onorare le commesse

28/12/2009 12:39 | LAVORO - ITALIA | Fonte: crisitv

I dipendenti di Agile-Eutelia: «Lavoriamo a nostre spese»

Fonte: Marina Cassi La Stampa

In stabilimento anche nel fine settimana appena passato. I lavoratori di Eutelia-Agile stanno ancora occupando le sedi, anche se il clima è un poco migliorato, perché il 23 dicembre il Tribunale di Roma ha affidato l’azienda a tre custodi giudiziari – l’avvocato Francesca Pace, la commercialista Daniela Saitta e l’ingegner Giuliano Schirone – che dovranno analizzare la situazione patrimoniale e contabile e depositare una relazione entro il 15 gennaio in vista della nuova udienza.

È probabile che in quella data venga decisa l’amministrazione straordinaria. È quanto sperano i lavoratori e il sindacato. Dice Federico Bellono della Fiom: «Il giudice, pur non essendo in grado di dichiarare lo stato di insolvenza dell’azienda e di procedere immediatamente all’amministrazione straordinaria, ha ordinato il sequestro dell’azienda e ha nominato tre custodi giudiziari. Avranno il compito di amministrare l’attività industriale e finanziaria di Agile, non potranno procedere a licenziamenti rendendo di fatto nulla la procedura di mobilità già in corso. In sostanza ha tolto di mano l’azienda a chi la stava distruggendo».

Aggiunge il sindacalista: «Inoltre c’è stato il provvedimento della Regione che prevede un sostegno al reddito per quei lavoratori che sono senza stipendio e senza cassa integrazione, come appunto quelli di Agile». Ma tutta questa situazione – certamente meno tetra rispetto a qualche settimana fa – non ha cancellato la preoccupazione e la rabbia dei dipendenti, ormai stremati da mesi senza stipendio. Molti hanno trascorso anche il Natale in azienda, sia a Torino sia a Ivrea. Un pranzo con le famiglie per non abbandonare l’occupazione, ma per tentare di non cancellare la festa.

E in questi giorni sono anche stati anticipati a una decina di lavoratori un piccolo prestito, dell’ordine di alcune centinaia di euro, per cercare di tamponare almeno le scadenze più urgenti, come ad esempio il mutuo della casa o l’assicurazione dell’automobile. Da alcune settimane è stato inoltre creato un fondo di solidarietà che ha un regolare statuto e un comitato di gestori.

Spiega Roberto Valerio, dipendente dello stabilimento di Torino, nell’azienda dal 1982, quando ancora si chiamava Olivetti: «Ci sono situazioni penose di colleghi che, per tanti motivi, non ce la fanno assolutamente più a fronteggiare le spese essenziali. Il contributo del fondo è un prestito non una elargizione, e verrà restituito quando i lavoratori potranno incassare gli stipendi arretrati anticipati dalla Regione». Al fondo, che era nato per sostenere le spese della vertenza, come i viaggi a Roma al ministero, è stato alimentato dai versamenti di addetti di altre categorie, da politici, cittadini, amici.

E a Natale c’è anche chi ha lavorato per non far mancare il servizio ai clienti. Dice Valerio: «I clienti sono il patrimonio dell’azienda e non dobbiamo assolutamente perdere altre commesse». A Natale in azienda, a Ivrea, c’era anche Clara Pasquale, che è anche sindaco di Caravino. Non lascia lo stabilimento per una ragione semplice: «Noi ci siamo assunti la responsabilità, quando si è avviata l’assemblea permanente nella sede. La consegneremo ai custodi cautelari quando sarà possibile». Intanto restano lì, a lavorare a proprie spese e a difendere il proprio futuro.

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