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La prefettura lancia avvisi in punjabi: «Non c'è lavoro, sikh restate a casa»

Comunicati alle radio, tv e quotidiani in India per fermare i braccianti che pagano ottomila euro per venire

Un contadino sikh (Reuters)
Un contadino sikh (Reuters)

LATINA - E' un periodo difficile per la comunità indiana che vive in provincia di Latina. Il lavoro nei campi si è ridotto drasticamente, e l'unica attività che non si arresta è il traffico di esseri umani. Gli «angeli custodi» contattano gli aspiranti immigrati invitandoli a rimanere nel proprio paese, tramite le ambasciate e i mezzi d'ìnformazione nel Punjab.

MENO DI TRE EURO ALL'ORA - Ad interessarsi della condizione dei sikh in terra pontina è la sala operativa sociale di Prefettura e amministrazione provinciale, i cui operatori sono stati da tempo ribattezzati «angeli custodi». Tra loro operano volontari ( anche stranieri ) insieme ai funzionari dei due enti, attualmente impegnati in una campagna di dissuasione volta a fermare il traffico di esseri umani. «In questo momento ci sono molti disoccupati - riferisce Gugliemo Bove dalla sala operativa - e i più fortunati riescono a lavorare quattro ore al giorno con una grande diminuzione del salario orario per i braccianti in campagna. Fino a qualche mese fa era fermo intorno ai 3 euro l’ora. Ora siamo a 2 e 70, ma si scenderà senza dubbio. Gli angeli custodi indiani che si occupano di questi problemi - prosegue - sostengono che l’area del profitto si sta spostando velocemente dal lavoro a quella del viaggio degli immigrati. In sostanza il business vero sta diventando quello dei trafficanti di uomini che hanno come terminale Latina. E lo dimostra l'incremento delle presenze, ad oggi intorno alle 8mila, concentrate nelle campagne intorno a Sabaudia, tra Latina e Terracina».

CAPORALATO ETNICO - E' un viaggio che può durare anche tre anni quello per raggiungere l'Italia. I migranti indiani, alle frontiere, passano da una organizzazione malavitosa all’altra. «Sappiamo - prosegue Bove - avendo ascoltato decine di testimonianze, che la certezza di arrivare in Italia dall’India può costare anche 8 mila euro. E inoltre le organizzazioni che sfruttano i migranti hanno dei terminali anche in zona. Si tratta di altri indiani, residenti da più anni, responsabili dell’ultima stazione del viaggio».

ESODO DA FERMARE - La sala operativa sociale, a partire dai prossimi giorni, invierà comunicati in lingua punjabi ai quotidiani, alle tv e alle radio direttamente in India per avvisare che in questo momento, a Latina, non c’è lavoro nelle campagne e c’è il rischio che i viaggi della speranza si trasformino in drammi della povertà che possono portare anche alla morte.

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