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Pensioni: Cgil, flessibilità e modifica coefficienti
Ripristinare l’età pensionabile, modificare i criteri di calcolo dei coefficienti di trasformazione e la loro applicazione ‘pro-quota’ a partire dal prossimo anno e non, come previsto dalla legge, retroattivamente su tutti i contributi, garantire un tasso di sostituzione delle future pensioni non inferiore al 60 per cento dell’ultima retribuzione, anche attraverso il ricorso alla fiscalità generale. Sono queste alcune delle proposte presentate oggi (3 dicembre) dalla Cgil nel corso del convegno ‘Il futuro delle pensioni: più equità, più solidarietà, più sostenibilità sociale’. Una giornata di confronto sul tema che ha visto la partecipazione, tra gli altri, dell’esponente del Pdl, Giuliano Cazzola, e del vice segretario del Pd, Enrico Letta, e dove la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, ha sottolineato la necessita di “dare piena attuazione al protocollo sul welfare del 23 luglio 2007, votato da più di 5milioni di lavoratori”.

Secondo una elaborazione della Cgil sugli effetti del sistema contributivo, si stima che “l’applicazione automatica dei nuovi coefficienti di calcolo del montante contributivo si perderà, dal primo gennaio del prossimo anno, circa il 3 per cento della pensione rispetto a chi va in pensione oggi con il sistema misto, cioè contributivo e retributivo”, ha denunciato nel corso dell’iniziativa la segretaria confederale della Cgil, Morena Piccinini, nel sostenere, inoltre, che “la perdita secca sarà ancora più consistente rispetto a coloro che vanno in pensione con il sistema retributivo”. La stima della dirigente sindacale emerge, infatti, dall’analisi presentata oggi secondo la quale chi va in pensione il prossimo anno a 60 anni d’età e 29 di contributi con il sistema misto perderà il 7,28 per cento rispetto a chi ci andrà con il sistema retributivo, a fronte del 4,6 per cento di perdita per chi va in pensione oggi con il sistema misto e i coefficienti attuali”.

Alla luce di questa disparità, Piccinini chiede “l’istituzione assolutamente indispensabile della commissione per la verifica dei parametri del contributivo mentre il governo si prepara ad una applicazione automatica”. La segretaria confederale rilancia perciò la necessità di un confronto con il governo “per valutare le ripercussioni di questo cambiamento e per evitare che le pensioni si impoveriscano ancora. I soldi ci sono - conclude Piccinini - e i bilanci degli enti previdenziali sono in attivo”.
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