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Bankitalia, 2,6 milioni senza lavoro e scoraggiati
Sommando i lavoratori disoccupati, quelli in cassa integrazione e gli “scoraggiati”, nel secondo trimestre del 2009 il tasso di disoccupazione in Italia sarebbe stato pari al 10,2 per cento anziché al 7,4. In sostanza, il numero delle persone non impiegate, ma potenzialmente impiegabili nel processo produttivo, crescerebbe di 800.000 unità raggiungendo quota 2,6 milioni. A scattare la fotografia sulla forza lavoro della penisola è Bankitalia nel suo Bollettino economico.

Il ricorso alla cassa integrazione,
dice ancora Palazzo Koch, “ha fortemente contenuto la crescita della disoccupazione” come dimostrano i dati Istat secondo cui nelle grandi imprese, tra ottobre 2008 e ottobre 2009, l'occupazione dipendente è diminuita dell'1,9%. Ma il calo salirebbe al 3,7% , calcola ancora Bankitalia, se dal numero dei dipendenti si escludessero i lavoratori in ferie forzate. “Se questi ultimi, pur caratterizzati in parte da una maggiore probabilità di essere reintegrati nel processo produttivo, fossero sommati ai disoccupati, nel secondo trimestre del 2009, il tasso di disoccupazione nelle regioni del Nord e del Centro sarebbe stato più elevato di 1,4 punti collocandosi al 6,9%; nel Mezzogiorno sarebbe stato più elevato di 0,7 punti (al 12, 7%)”.
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