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CGIL A TREMONTI, SONO TANTE LE CHIACCHIERE MA CHI PAGA LE TASSE SONO SEMPRE I LAVORATORI


Dalla lunga intervista del ministro dell'Economia quel che si capisce è che il governo non ha alcuna intenzione di ridurre le tasse ai lavoratori, ai pensionati e alle famiglie in difficoltà nel corso dell'anno e con tutta probabilità neanche in quelli successivi». È quanto afferma il segretario confederale della Cgil, Agostino Megale, in merito all'intervista di oggi del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al Sole 24 Ore. «Quando Tremonti ricorda che a proposito della riforma fiscale 'chi va piano va sano e va lontanò - sottolinea Megale - si dimentica che i salari e le pensioni nette non solo non vanno piano, ma sono praticamente ferme da 15 anni». Secondo il sindacalista «il fisco ha di fatto mangiato la poca produttività andata al lavoro così come la mancata restituzione del drenaggio fiscale ha reso il potere d'acquisto dei salari pari esattamente a quello di 15 anni fa, con i lavoratori che hanno lasciato al fisco circa 6.500 euro a testa in più di tasse». Il segretario confederale Cgil aggiunge che «se le famiglie dei lavoratori e dei pensionati sono in difficoltà, e più del 50% non riesce a far fronte alle spese di mutui, bollette e ad arrivare alla fine del mese, vi è un 10% delle famiglie italiane, quelle più ricche, che anche nella crisi continuano a possedere il 44,5% della ricchezza, cioè trenta volte di più di un reddito netto da lavoro o da pensione». Per questo la Cgil chiede un tavolo di confronto con tutte le parti sociali per attuare la riforma fiscale che porti, sottolinea Megale, «qui ed ora ad una prima riduzione delle tasse ai lavoratori e pensionati con un bonus di circa 500euro a testa da erogare entro la primavera e su cui innestare una riforma strutturale che possa produrre una riduzione delle tasse in busta paga mediamente di 100 euro mensili in tre anni».
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