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Cgil Lombardia: nel 2009 cassa integrazione +492%
Il 2009 in Lombardia "si è chiuso con dati e prospettive preoccupanti, anche per il 2010, in tema di occupazione e sistema produttivo". Lo afferma la Cgil regionale diffondendo le ultime rilevazioni del dipartimento Politiche contrattuali. “Il motore produttivo, l’eccellenza e la stessa economia complessiva della regione risentono dei limiti accumulati in questi anni e degli effetti di una crisi che non è alle nostre spalle, ma che si farà sentire anche nel corso dell’anno appena cominciato”, scrive la Cgil in una nota: “E se la nostra regione cresce meno dell’Europa e dell’Italia, è ovvio che l’utilizzo degli ammortizzatori sociali è proporzionalmente più alto della media nazionale”.

Mentre le ore complessivamente autorizzate a livello nazionale di cigo, cigs e cig in deroga sono 918 milioni, contro i 223 milioni del 2008 (+ 311%), in Lombardia nel 2009 le sole ore di cassa integrazione ordinaria e straordinaria sono state 273 milioni (+492%, erano 46 milioni nel 2008). Circa 12.000 sono le aziende che hanno richiesto la cassa in deroga per oltre 90.000 dipendenti, 53.000 sono i licenziamenti ufficiali (+90%); aumenta al 5,2% il tasso di disoccupazione, aumentano le persone in cerca di un posto di lavoro (circa 100.000 in più), e aumentano le aziende in particolare situazione di crisi. La diminuzione del significativo tasso di attività lavorativa segna il restringimento della base occupazionale in rapporto alla popolazione. Aumentano lavoro precario, lavoro nero e numero di aziende nelle quali non si rispettano le leggi e i diritti di chi lavora, mentre il 73% delle nuove assunzioni avviene utilizzando forme contrattuali precarie e a tempo determinato.

“Sul piano sociale - prosegue la nota - aumentano le tensioni, si allarga la fascia di povertà e i giovani e gli over 50 sono i soggetti più colpiti dalla crisi e in maggior difficoltà. Molti gli extracomunitari che, indispensabili al sistema produttivo e sociale, lavorano nella condizione di sfruttamento e di clandestinità, mentre aumentano le discriminazioni e gli atteggiamenti razzisti da parte di alcune forze politiche”. Per questo “nel 2010 occorre aprire una nuova fase, non solo di difesa ma di creazione di nuovi posti di lavoro. Occorre attivare scelte politiche capaci di favorire raggruppamenti e sinergie tra le tante piccole e medie aziende, sostenendo e indicando politiche industriali di mantenimento e di sviluppo dei settori strategici ad alto contenuto tecnologico, e capaci di creare beni e servizi tesi ad anticipare la domanda di mercato”.
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