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CRISI: CGIL TERNI, COLPITE 101 AZIENDE E 8 MILA LAVORATORI


TERNI, 18 GEN - Alle fine di dicembre scorso le aziende operanti nella provincia di Terni in stato di crisi sono risultate 101, con un totale di 8.209 dipendenti, dei quali 3.920 coinvolti nella crisi aziendale. Di questi 2.454 in cassa integrazione ordinaria, 958 in cassa integrazione straordinaria, 406 raggiunti dal provvedimento di mobilità e 102 in cassa integrazione in deroga con accordi aziendali.
I dati sono stati forniti oggi, nel corso di una conferenza stampa, dal segretario provinciale generale della Cgil Lucia Rossi.
Il settore maggiormente colpito è quello metalmeccanico che occupa 5.083 dipendenti di cui 2.239 coinvolti nella crisi.
Nè appare migliore - è stato detto - la situazione del polo chimico. In merito la Rossi ha avanzato la proposta «di lavorare alla creazione di un centro di ricerca interno al polo chimico da realizzare con investimenti pubblici e privati e un ruolo attivo dell'università».
Proprio l'Università - secondo la Cgil - «deve essere uno dei protagonisti della discussione sullo sviluppo del territorio».
Pertanto il polo universitario ternano - secondo il sindacato - deve essere sviluppato e devono essere garantite le risorse necessarie.
Il punto ritenuto centrale rimane sempre quello dell'occupazione, soprattutto per la fascia media di età, di lavoratori, cioè, tra i 40 ed i 50 anni, per i quali «appare difficile un riassorbimento lavorativo ma ai quali occorre comunque dare risposte concrete».
Nel corso della conferenza stampa, il segretario organizzativo, Luigino Mengaroni ha rilevato che il congresso provinciale della Cgil di terrà l'11 e 12 marzo ed entro il 20 febbraio saranno concluse le circa 330 assemblee. (ANSA).
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