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Contratti, ripartono le trattative per i rinnovi
Continua nel 2010 la stagione contrattuale segnata dall’accordo separato. La riforma dei contratti, firmata il 22 gennaio 2009 da Confindustria, Cisl e Uil e respinta dalla Cgil, ha influenzato tutte le trattative nei settori produttivi: in alcuni casi – come i metalmeccanici – si è rivelata una difficoltà insormontabile, che ha prodotto un altro accordo separato a livello di categoria. In altri, come gli alimentaristi, i sindacati hanno presentato una piattaforma comune arrivando alla firma unitaria. Se a fine anno è stata siglata l’ipotesi di accordo per i chimici, molte sono le situazioni ancora in evoluzione: la trattativa degli edili, che si svolge a piattaforme separate ma può portare all’intesa condivisa, ma anche il turismo, l’energia, i tessili. L’Istat ha riferito che a novembre erano 1,4 milioni i lavoratori in attesa di rinnovo; e già a gennaio ci sono incontri importanti, in calendario a partire dai prossimi giorni. Entriamo nel dettaglio dei contratti rinnovati e di quelli ancora da firmare.

Metalmeccanici, vie legali contro l’accordo separato
La Fiom invia alle aziende metalmeccaniche una lettera di diffida perchè non applichino il nuovo contratto di lavoro firmato da Federmeccanica, Fim e Uilm, senza le tute blu della Cgil. E’ questo l’ultimo atto della lunga contesa sul rinnovo dei metalmeccanici (1.800mila lavoratori), che si è svolto il 4 dicembre (la lettera). Il segretario generale, Gianni Rinaldini, ha precisato che, in caso di risposta negativa, “il sindacato si riserva di adire per vie legali”. La Fiom non riconosce l’accordo separato del 15 ottobre, arrivato al termine di una trattativa “impossibile” (la scheda) e considera illegittimo il referendum di Fim-Uilm. Dopo lo sciopero generale del 9 ottobre, la mobilitazione è proseguita in una lunga serie di proteste territoriali e nelle singole aziende. A livello contrattuale, resta il terreno di scontro più aspro: la Fiom respinge il contratto triennale, sostiene che l’unico negoziato legittimo è quello per il rinnovo biennale 2010-2011 e considera gli aumenti corrisposti finora “un’erogazione unilaterale”. Nel 2010 partiranno le denunce del sindacato di Rinaldini: le imprese che applicano l’accordo separato verranno portate in tribunale “per contestare e contrastare un evidente comportamento antisindacale, secondo l’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori”.

Chimica, rinnovo triennale con 150 euro di aumento
I sindacati chimici erano partiti con tre piattaforme separate ma, dopo un confronto serrato, lo scorso 18 dicembre hanno siglato un’intesa unitaria. 200mila lavoratori hanno un nuovo contratto. Filcem, Femca e Uilcem si accordano con Federchimica e Farmindustria per rinnovare il trennio 1 gennaio 2010 – 31 dicembre 2012 con un aumento medio di 150 euro per circa 200mila lavoratori (135 euro sui minimi). Così le tranches: 38 euro da gennaio 2010, 48 euro da gennaio 2011, 49 euro da gennaio 2012. Le parti verificheranno eventuali scostamenti rispetto all’andamento dell’inflazione. Il nuovo contratto prevede anche 10 euro in più per Fonchim, il fondo di previdenza previdenziale del settore, a carico dell’azienda (aumento pari allo 0,45%): viene dimezzata la quota versata dai lavoratori, che passa da 6 a 3 euro. E’ esteso in via sperimentale a tutto il settore Welfarma, il tavolo di concertazione sulle crisi. La Filcem firma dunque un rinnovo triennale, secondo il nuovo modello contrattuale, ma ottiene 150 euro – contro i 102,5 inizialmente proposti dalla controparte – e specifica: “L’indice Ipca previsto nell’accordo separato è superato nei fatti”. Il testo dell’intesa.

Alimentare, terreno di accordi condivisi
Nel settore agro-alimentare prosegue la politica degli accordi unitari. Il 22 settembre Fai, Flai, Uila e Federalimentare hanno rinnovato il contratto nazionale (triennio 1 ottobre 2009 - 30 settembre 2012): incremento medio di 142 euro mensili in quattro tranches, pari al 7,3% della retribuzione, 227 euro di una tantum per quattro mesi di vacanza contrattuale (i dettagli). Nel referendum il 97% dei lavoratori ha approvato l’accordo. Dopo questo, la Flai ha continuato a lavorare con le categorie di Cisl e Uil: il 2 dicembre hanno siglato insieme l’intesa dei panificatori (100mila lavoratori). I sindacati ottengono 97 euro di aumento (+7,5%) per i panifici artigianali, con un’una tantum di 180 euro, e 124 euro di aumento (+8,5%) per i panifici industriali. Firma comune il 14 dicembre per le filiere di macellazione e lavorazione delle carni (1.000 adetti): 154,71 euro mensili in più e 294 euro di una tantum per vacanza contrattuale. E’ partita il 16 dicembre la trattativa per il rinnovo degli operai agricoli e florovivaisti (800mila lavoratori), con il contratto scaduto il 31 dicembre. Nella piattaforma congiunta i sindacati chiedono un aumento del 4,9% da applicare sui salari contrattuali provinciali per il periodo 2010-2011, più una compensazione per il periodo di negoziato. E’ atteso un altro accordo unitario.

Telecomunicazioni, 129 euro in busta paga
E’ archiviato da oltre due mesi il contratto delle telecomunicazioni. L’intesa unitaria per il rinnovo di 160mila addetti risale al 23 ottobre: prevede un aumento salariale di 129 euro suddiviso in tre tranches, la prima a partire dal gennaio 2010 di 45 euro, la seconda da giugno 2010 di 34 euro e la terza da giugno 2011 di 50 euro. Il 2009 è coperto con una tantum di 585 euro. Viene istituito un elemento di garanzia retributiva pari a 260 euro annui, per i dipendenti in forza alla data di erogazione, che risultino privi di contrattazione di secondo livello. La durata del contratto è triennale con inizio 1 gennaio 2009 e scadenza 31 dicembre 2011. La Slc ha chiarito: l’accordo separato non è stato applicato, perché “la piattaforma di Asstel, che chiedeva deroghe su orari, pause, inquadramento e mercato del lavoro è stata respinta. Poiché il nuovo modello contrattuale si basava proprio sul superamento del contratto nazionale è del tutto evidente che, propaganda a parte, politicamente il successo della Cgil è innegabile”.

Edilizia, piattaforme separate ma possibile firma unitaria
Per la prima volta nella storia del comparto i sindacati edili si presentano con piattaforme separate, per trattare il rinnovo contrattuale di 1.200mila lavoratori. La Fillea ha illustrato le sue rivendicazioni nel primo incontro con l’Ance, lo scorso 26 novembre. Le richieste sono 143 euro di aumento per il secondo livello, un aumento retributivo ulteriore di 15 euro al primo livello e di 10 euro al secondo, come parziale recupero della perdita di potere d’acquisto negli anni. Gli edili Cgil ritengono centrali nel nuovo contratto i temi di diritti e sicurezza, puntando a valorizzare il lavoro contro la crisi del comparto. Una crisi particolarmente preoccupante: nei primi dieci mesi 2009 sono 120mila i posti persi e 60 milioni le ore di cig, con le ore lavorate che scendono dell’11,5% annuo. Vista anche la gravità della situazione, i sindacati possono incontrarsi e firmare insieme. Ipotesi confermata dal segretario generale della Fillea, Walter Schiavella, che ha dichiarato: le piattaforme sono “frutto degli effetti negativi dell’accordo separato ma, se si agirà nel rispetto contrattuale delle parti, possono non rappresentare ostacolo ad un rinnovo unitario in tempi rapidi”. Il confronto riprende a gennaio.

Turismo, negoziato senza passi avanti
Lungo e difficile il confronto per il rinnovo dei lavoratori del turismo, che sono oltre 1.200mila. In questo caso non per divergenze tra sindacati, ma per la lontananza con le posizioni della controparte. Il  negoziato tra sindacati di categoria e Fipe, Federelaberghi, Fiavet, Faita (tutte aderenti a Confcommercio) è iniziato il 29 luglio 2009. La piattaforma unitaria per il triennio 2010-2012 chiede l’estensione della contrattazione di secondo livello attraverso la definizione di accordi territoriali e aziendali, con il riconoscimento di un importo a titolo di garanzia retributiva. Chiede anche di modificare la classificazione del personale e il riconoscimento della professionalità. Poi le organizzazioni vogliono rafforzare gli enti bilaterali, aumentare l’assistenza sanitaria e la previdenza complementare a carico dell’azienda, unificare i fondi attualmente esistenti. Un altro punto riguarda l’istituzione di un tavolo di concertazione sul nodo degli stagionali. Si entra nel vivo a metà novembre, ma le delegazioni non si avvicinano, soprattutto sulla parte normativa: enti bilaterali, apprendistato e sostegno al reddito. Il 17 dicembre le associazioni aderenti a Confindustria hanno proposto un aumento di 90 euro, più 210 euro annui come garanzia per la contrattazione aziendale. Nell’incontro del 21 le distanze restano, a fine anno la Filcams dichiara che finora non ci sono passi avanti.

Energia, obiettivo unificare i contratti
La trattativa per il rinnovo dell’energia e petrolio (35mila lavoratori) è partita il 30 luglio. Dopo una serie di incontri interlocutori, si è entrati nel merito il 3 dicembre: l’obiettivo comune è unificare i contratti energia-petrolio e gas-acqua (50mila lavoratori). In tal senso, restano alcuni nodi da sciogliere: i minimi contrattuali, che sono diversi per i due comparti, l’inquadramento professionale che deve rispettare le specificità e l’assistenza sanitaria, che per gli addetti gas-acqua è assente. In tema salariale, le parti stanno riflettendo sull’ipotesi di adottare un minimo di riferimento, per poi applicare l’indice Ipca pari al 6,01%. Confindustria Energia chiede di abolire gli scatti di anzianità. L’ultimo incontro dell’anno, il 21 dicembre, è stato interlocutorio: Filcem Cgil, Femca Cisl e Uilcem Uil hanno sottolineato la distanza tra le posizioni, sia sulla parte normativa che salariale. Le aziende hanno proposto l’aumento dei minimi in cambio del blocco degli scatti, incassando il no dei sindacati. Nell’incontro dell’11 gennaio, a delegazioni ristrette, le aziende illustreranno un piano più dettagliato, poi il 25 gennaio è prevista una sessione plenaria. La trattativa gas-acqua si è aperta il 25 novembre: la Filcem ha chiesto un aumento medio di 185 euro mensili per il triennio 2010-2012.

Tessile, trattativa ai nastri di partenza
Appena avviato il negoziato per il rinnovo contrattuale del settore tessile-abbigliamento-moda: il 9 dicembre la prima riunione tra Femca Cisl, Filtea Cgil e Uilta Uil e Sistema Moda Italia. I sindacati hanno presentato alla controparte una piattaforma unitaria, che dal punto di vista normativo chiede  una continuità con l’ultimo rinnovo “che già aveva innovato e qualificato”. Hanno quindi sottolineato la necessità di adottare una “politica industriale innovativa”. Tra le richieste c’è un forte sostegno all’occupazione, soprattutto quella femminile. Le aziende hanno ricordato la caduta di fatturato e occupazione nel 2009, per effetto della crisi, e hanno chiesto di rilanciare la competitività con lo scopo di tutelare la filiera del Made in Italy. Prossimo incontro 15 gennaio.
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