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CRISI: OPERAI PANSAC A PATRON CALCIO MANTOVA, PAGA ANCHE NOI


- MANTOVA, 6 GEN - Il pareggio in extremis di ieri contro il Torino ha portato soltanto un briciolo di serenità al presidente del Mantova, Fabrizio Lori. Altre sono le preoccupazioni che lo attanagliano in questo avvio d'anno oltre al Mantova, che bivacca nei bassifondi della classifica di serie B: ad agitare i suoi sonni è la situazione per nulla tranquilla del suo gruppo che vanta 950 dipendenti, anch'esso alle prese con la crisi economica di questi mesi «e con qualche problema di liquidità» aveva ammesso il patron biancorosso. I 550 dipendenti della Nuova Pansac, con stabilimento a Mira, nel Veneziano, non hanno ancora ricevuto le tredicesime e sono sul piede di guerra. Soprattutto pensando che i giocatori del Mantova, il 30 dicembre scorso, hanno ricevuto tre mesi di stipendi arretrati: luglio, agosto e settembre. In una lettera aperta a Fabrizio Lori gli operai gli rivolgono un appello pressante: «Ritorna in azienda». «Diversi colleghi che sono andati in pensione - scrivono gli operai - hanno avuto la fortuna di conoscere la grande persona che è stato il presidente Dario Lori. Tu invece dove ci stai portando? Non pagandoci e non pensando più al futuro di questa azienda, ci fai capire che non pensi più alle famiglie di tutti noi lavoratori». Poi l'appello: «Una cosa ti chiediamo, ritorna a fare l'imprenditore nei tuoi stabilimenti, e sistema le cose con l'impegno a cui ci avevi abituato». Un primo incontro a Roma al ministero dello sviluppo economico è stato infruttuoso: Lori si era impegnato a scendere nella capitale con un piano industriale per raddrizzare una situazione critica e invece si presentato senza. Domani, intanto, sono in programma altre quattro ore di sciopero, dopo le altre dei giorni precedenti, nella stabilimento di Mira, la cui attività produttiva di materiale plastico è stata rallentata nell'ultimo periodo «per carenza di materie prime» aveva detto la proprietà. «Una scelta inspiegabile - ribatte, invece, il sindaco di Mira Michele Carpinetti - che non si giustifica nè con questioni di mercato, nè con problemi strutturali».
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