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UNIRE LE LOTTE - FIAT: MANIFESTAZIONE METALMECCANICI A JESI. PRESENTI ANCHE LAVORATORI DELLA MERLONI E DELLA CANTIERISTICA NAVALE
Oltre 1.500 lavoratori metalmeccanici della Fiom Cgil hanno manifestato oggi davanti alla sede della Fiat Cnh di Jesi nell'ambito dello sciopero di quattro ore che ha visto la presenza delle più importanti aziende del settore della provincia. In queste aziende, secondo dati sindacali, l'adesione è stata mediamente tra il 60 e il 70% con punte di massima alla Fiat, circa 80%, e nella cantieristica, circa il 90%. Alla manifestazione ha partecipato anche una folta delegazione di studenti delle scuole superiori e dei centri sociali di Jesi e Senigallia. Durante il sit-in davanti allo stabilimento ci sono stati vari interventi di rappresentanti di studenti e di alcuni esponenti delle Rsu aziendali. Il comizio conclusivo è stato tenuto da Giorgio Cremaschi, presidente del Comitato centrale della Fiom Cgil. Nel corso degli interventi, sono partiti dai lavoratori lanci di uova contro lo stabilimento Fiat per protestare contro la politica di Marchionne. «Grande e bella manifestazione - è il commento di Giuseppe Ciarrocchi, segretario generale della Fiom Cgil delle Marche -, capace di unire le lotte anche al di fuori del mondo sindacale del lavoro e che ribadisce, da parte della Fiom, la difesa dei diritti e del lavoro come un bene comune, escluso dai ricatti».
Alla manifestazione hanno partecipato tra gli altri i lavoratori della Antonio Merloni e della cantieristica navale. La protesta, per difendere «diritti e dignità dei lavoratori», il diritto al lavoro ma anche e soprattutto «il lavoro con i diritti, e contro l'accordo sulle deroghe al Contratto nazionale firmato il 29 settembre scorso tra Federmeccanica, Fim e Uilm nazionali, come ricordato Cremaschi. L'accordo prevede che le aziende metalmeccaniche potranno siglare intese locali con deroghe al contratto nazionale dei metalmeccanici del 2009 per investimenti che favoriscono lo sviluppo occupazionale (come a Pomigliano D'Arco) o per crisi aziendali. Dura la protesta della Fiom: «Siamo qui oggi, e il 16 lo saremo a Roma per la manifestazione nazionale della Fiom - ha detto Cremaschi - per difendere il Contratto nazionale, i salari, i tempi di lavoro, i diritti acquisiti in anni di lotte. Ciò che non vogliamo è che per poter lavorare oggi i lavoratori debbano rinunciare a essere cittadini dello Stato italiano. Ai segretari di Fim e Uilm che hanno firmato l'accordo separato dico: vergognatevi! State violando le regole fondamentali della democrazia». «Non la beviamo - ha aggiunto - la favola che la crisi economica sta passando. Siamo entrando invece nel momento più difficile, e vogliono far pagare la crisi solo ai lavoratori». (ANSA).
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