Prezzo della Crisi del 03-11-2010: 'La Cgil ha una nuova leader, che non sciopera '
di Fabio Sebastiani
Con 125 sì, pari al 79,1% dei votanti, contro 21 no (13,3%) Susanna Camusso è il nuovo segretario generale della Cgil. Ad eleggerla il consiglio direttivo del sindacato che al termine della votazione a scrutinio segreto in cui gli astenuti sono stati 12, pari al 7,6%. Nel suo discorso di investitura Camusso non ha detto niente di più e niente di meno di quanto già annunciato in questi giorni. In pratica, lo sciopero è ancora tutto da vedere e la democrazia una mera ipotesi di scuola che non va al di là della solita legge sulla rappresentanza. Un po’ poco per essere la cosiddetta svolta, come è stata da più parti indicata in questi giorni. Cosa bolla nella pentola del confronto con Confindustria, Cisl e Uil sulla produttivià non è dato sapere. Si sa piuttosto che il “nodo Fiom” torna ad essere una delle preoccupazioni più forti della nuova leader del più grande sindacato dei lavoratori italiani. I metalmeccanici della Cgil sono stati chiamati a “dimostrare” di saper trattare. Una vecchia accusa formulata molto più duramente dallo stesso Epifani nel corso del suo intervento al congresso della categoria.
Si sa che a dirigere il suo staff Camusso sta per chiamare una vecchia conoscenza del sindacalismo italiano, quel Gaetano Sateriale che fu al centro dello scontro (l’altro era Cesare Damiano) di Susanna Camusso con la Fiom guidata da Claudio Sabattini.
Tra i passaggi più importanti della sua relazione quello sull’unità interna. Intanto, però, la segreteria di cui l’ha dotata Guglielmo Epifani è “monocolore”. Spulciando tra le cifre del voto del Comitato direttivo nazionale colpisce che la percentuale della maggioranza non è esattamente quella conquistata al congresso nazionale (83%). Si avverte, quindi, un po’ di malumore.
A Susanna Camusso sono giunti gli auguri del Prc.
«L’elezione di una donna per la prima volta al vertice del più rappresentativo sindacato italiano è particolarmente significativa - scrive Paolo Ferrero -. Essa incarna un punto di vista e un modo di sentire importanti e necessari per il mondo sempre più complesso e sofferente del lavoro e per un paese, come l’Italia, dove il linguaggio e le forme del potere maschile e patriarcale dominano l’organizzazione sociale, politica e della stessa convivenza civile».
Con 125 sì, pari al 79,1% dei votanti, contro 21 no (13,3%) Susanna Camusso è il nuovo segretario generale della Cgil. Ad eleggerla il consiglio direttivo del sindacato che al termine della votazione a scrutinio segreto in cui gli astenuti sono stati 12, pari al 7,6%. Nel suo discorso di investitura Camusso non ha detto niente di più e niente di meno di quanto già annunciato in questi giorni. In pratica, lo sciopero è ancora tutto da vedere e la democrazia una mera ipotesi di scuola che non va al di là della solita legge sulla rappresentanza. Un po’ poco per essere la cosiddetta svolta, come è stata da più parti indicata in questi giorni. Cosa bolla nella pentola del confronto con Confindustria, Cisl e Uil sulla produttivià non è dato sapere. Si sa piuttosto che il “nodo Fiom” torna ad essere una delle preoccupazioni più forti della nuova leader del più grande sindacato dei lavoratori italiani. I metalmeccanici della Cgil sono stati chiamati a “dimostrare” di saper trattare. Una vecchia accusa formulata molto più duramente dallo stesso Epifani nel corso del suo intervento al congresso della categoria.
Si sa che a dirigere il suo staff Camusso sta per chiamare una vecchia conoscenza del sindacalismo italiano, quel Gaetano Sateriale che fu al centro dello scontro (l’altro era Cesare Damiano) di Susanna Camusso con la Fiom guidata da Claudio Sabattini.
Tra i passaggi più importanti della sua relazione quello sull’unità interna. Intanto, però, la segreteria di cui l’ha dotata Guglielmo Epifani è “monocolore”. Spulciando tra le cifre del voto del Comitato direttivo nazionale colpisce che la percentuale della maggioranza non è esattamente quella conquistata al congresso nazionale (83%). Si avverte, quindi, un po’ di malumore.
A Susanna Camusso sono giunti gli auguri del Prc.
«L’elezione di una donna per la prima volta al vertice del più rappresentativo sindacato italiano è particolarmente significativa - scrive Paolo Ferrero -. Essa incarna un punto di vista e un modo di sentire importanti e necessari per il mondo sempre più complesso e sofferente del lavoro e per un paese, come l’Italia, dove il linguaggio e le forme del potere maschile e patriarcale dominano l’organizzazione sociale, politica e della stessa convivenza civile».
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