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UMBRIA: PER IL PD SI LAVORERA' ANCHE IL PRIMO MAGGIO! ALLA FACCIA DELLA FESTA DEI LAVORATORI


Secoli di lotte cestinate con un voto, non sembra vero ma in Umbria è andata così rispetto alle votazioni per l’integrazione di leggi regionali per l’attuazione della direttiva Bolkestein, relativa ai servizi nel mercato interno. Un'integrazione, questa alla quale il Prc, aveva già fatto in parlamento europeo una battaglia, insieme ai sindacati e ai movimenti sociali critici della globalizzazione, perché la direttiva Bolkestein obbligava gli stati membri dell’Unione ad adottare provvedimenti di stampo neoliberista nei servizi pubblici, come la privatizzazione e la deregolamentazione, arrivando anche a smantellare i diritti sindacali garantiti dai contratti nazionali del lavoro. Uno dei punti del testo in discussione in Consiglio regionale prevede addirittura la possibilità per i comuni di decretare l’apertura degli esercizi commerciali nei giorni di Natale, Santo Stefano, Primo Maggio e così via. Si tratta di una disposizione sbagliata e ingiusta, che trasgredisce tutte le più sane tradizioni culturali e politiche della nostra regione, dice il consigliere regionale Stefano Vinti. Anche la dottrina cattolica - dice Vinti - ci ordina di santificare le feste nonché di riposarsi dal lavoro il settimo giorno della settimana, e quella del movimento operaio, che ha lottato per la riduzione dell’orario di lavoro a favore del tempo di vita, ci ha insegnato che le domeniche e le festività non debbano essere dedicate al lavoro ma a noi stessi e ai nostri affetti. Lavorare poi il primo maggio è un'atto di sfregio per la storia delle lotte del movimento dei lavoratori, che vedono sempre meno diritti, sempre meno potere d'acquisto dei propri stipendi. Oltre a questo, questo una norma del genere penalizza il piccolo commercio a favore della grande distribuzione, e favorisce il profitto a scapito del lavoro". Il PD ha votato compatto a favore, Sinistra e Libertà si è astenuta chissà perchè.
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