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UN ALTRO SUICIDIO DOPO ESSERE STATO MESSO IN CASSA INTEGRAZIONE


PERUGIA - San Giustino - Era caduto in depressione dopo che la ditta dove lavorava lo aveva messo in cassa integrazione, questa potrebbe essere una delle cause che hanno indotto un uomo di 47 anni a suicidarsi. Il fatto è accaduto ieri mattina verso le 06,45 a San Giustino quando l’uomo è uscito dalla sua abitazione.

Il primo ad accorgersi di quanto accaduto è stato il vice comandante della Polizia di San Giustino che ha notato una nissan micra con il motore acceso e un tubo di gomma collegato al gas di scarico posto all’interno dell’abitacolo. Da un primo controllo effettuato dal vigile la situazione è subito parsa drammatica, infatti all’interno dell’autoveicolo c’era il corpo esamine del 47enne, operaio di un azienda metalmeccanica, sposato e padre di un ragazzo di 17 anni. L’uomo era riverso su lato guida. Sul posto sono prontamente intervenuti i Carabinieri della stazione di San Giustino ed il medico legale della Asl Giuseppina Baccinelli ha confermato la morte, avvenuta per asfissia da intossicazione di monossido di carbonio. Il corpo dell’uomo è stato in seguito trasferito all’obitorio del nosocomio tifernate. Del caso è stato immediatamente avvisato il magistrato di turno, Caludio Cicchella, che dopo aver ricevuto la conferma che la morte del 4 enne era avvenuta per suicidio e non per responsabilità di terze persone ha riconsegnato la salma ai familiari.

Sgomento per i familiari, i quali non sospettavano minimamente che l’uomo potesse togliersi la vita. Sul posto non è stato trovato alcun biglietto.

Michele Tanzi

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