19/02/2010 16:44 | LAVORO - ITALIA
di Daniele Nalbone - Nel silenzio dei media, stamattina circa trecento operai della Antonio Merloni di Fabriano hanno bloccato il traffico in entrata e in uscita dalla cittadina. Contemporaneamente i loro colleghi dello stabilimento di Gaifana (Nocera Umbra) hanno dato vita all’ennesima giornata di presidio. Ma prim’ancora che una soluzione al dramma delle oltre mille persone in perenne cassa integrazione, l’ennesima giornata di lotta è per denunciare l’assenza del/dei sindacato/i. Mentre si susseguono voci, puntualmente riprese dagli organi di stampa, che vorrebbero la China Machi Holdings Group, società cinese partecipata dallo stato, interessata alla fabbriche del gruppo che producono lavatrici e frigoriferi, il Comitato dei lavoratori di Nocera Umbra, nel silenzio assordante dei media mainstream, fa notare quanto sia forte il rischio che queste ipotesi potrebbero essere solo un modo per tranquillizzare i lavoratori, con la conseguenza che qualcuno, leggasi i sindacati, potrebbe abbassare la guardia sulla vicenda Merloni. Chiedono che tutte le proposte d’acquisto vengano valutate con attenzione senza fossilizzarsi sull’unica proposta oggi sul tavolo del ministero. Chiedono che vengano garantiti gli ammortizzatori sociali fino a che non verrà trovato un acquirente che oltre ad acquistare l’immobile reinvesta anche sull’attuale forza lavoro. Mantenere alta l’attenzione: è necessario in ogni vertenza, figuriamoci in una situazione di crisi che coinvolge non semplicemente una fabbrica, ma un intero territorio. Negli stabilimenti Antonio Merloni lavoravano circa duemila operai provenienti da tutta la fascia appenninica tra Fabriano e Gubbio. Un’area di crisi di circa settanta chilometri. Ebbene, oggi gli operai in cassa integrazione sono più di mille. Persone che hanno già perso ogni speranza. Buona parte di quel territorio è già oggi senza futuro. Analizzando invece l’indotto, si evince come la cassa integrazione stia interessando, da 15 mesi a questa parte, addirittura 3.200 addetti. Entro il 28 febbraio il Ministro alle Attività Produttive, Scajola, ha assicurato una soluzione della vertenza con la firma dell’Accordo di programma che dovrebbe salvare l’azienda. Soluzione che potrebbe arrivare dalla Cina, da aziende private del nostro paese (difficile) o addirittura da società partecipate da Regione Umbria e Marche che, però, si occupano di infrastrutture. In questo caso della costruzione del Quarilatero tra Marche-Umbria. Quale forma di protesta migliore, quindi, che bloccare le strade, magari addirittura la superstrada Roma-Ancona? Si scusano con gli automobilisti bloccati nel traffico, ma sono intenzionati a non mollare. Con loro, in piazza e in presidio in tutto l’Appennino, amici e parenti. Sindaci e assessori. Addirittura responsabili delle Pro Loco. Il tutto in un quadro nazionale che ci racconta di un aumento della cassa integrazione ordinaria tra gennaio 2010 e gennaio 2009 del 99,25%, con qualcosa come 39milioni e mezzo di ore, mentre la cassa integrazione straordinaria è aumentata a gennaio 2010, rispetto allo stesso mese del 2009, del 366,29%, con un totale di 45milioni di ore…
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