Venerdì 13 Dicembre 2019 - Ultimo aggiornamento 22:54
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
La Lotta dei lavoratori della Nuova Pansac


Non accenna a finire l’odissea per i mille lavoratori dei quattro stabilimenti della Nuova Pansac, azienda leader in Europa nelle materie plastiche ed in particolare nella tecnologia dell’estrazione di film di PE in bolla1.
L’azienda, seppur sana dal punta di vista industriale e degli ordinativi, sconta una situazione di crisi finanziaria che ne mette a rischio la continuità produttiva e con essa i posti di lavoro degli attuali 950 dipendenti distribuiti negli stabilimenti di Mira, Portogruaro, Zingonia (Bg) e Ravenna.
Si tratta dell’azienda di Fabrizio Lori, Presidente del Mantova Calcio, uno degli ultimi sopravvissuti della generazione yuppies: per spostarsi usa solitamente l’elicottero e per andare al Ministero (ad incontrare i lavoratori che stanno perdendo il posto) usa l’aereo privato….

La storia delle relazioni sindacali degli ultimi mesi è costellata di promesse non mantenute e di continui rinvii delle decisioni più importanti che dovrebbero dare un futuro alle produzioni.
Ad esempio, già il 27 novembre 2009, a seguito di un incontro, le Categorie Sindacali e le RSU “si aspettavano che quanto promesso nell’incontro dell’11 novembre scorso, ovvero la presenza di un nuovo soggetto in grado di affrontare e modificare la situazione creditoria dell’azienda e pronto al confronto con i lavoratori, si realizzasse.
Con rammarico scopriamo che l’intero gruppo dirigente è vuoto di iniziative, inconcludente nelle strategie e non in grado di dare un’immagine di concretezza e credibilità verso il sistema creditizio e del mercato, situazione ulteriormente aggravata da impegni personali e finanziari ben lontani dalle strategie d’impresa come ad esempio il Mantova Calcio.

Il sacrificio che i lavoratori sono disponibili ad accettare è solamente legato ad un trasparente piano industriale e di risanamento finanziario che dica quali sono le azioni messe in campo per il rilancio dell’intero gruppo Nuova Pansac.
Questa è un’azienda sana, concreta, con professionalità e potenzialità ancora integre e con una presenza sul mercato di assoluta leadership, ma oggi abbiamo avuto la conferma che i lavoratori sono gli unici che credono nella valenza e nella strategicità di questi stabilimenti.
Non è accettabile che la proprietà continui a tergiversare nell’ individuazione di un percorso credibile. Ci sono 950 lavoratori che aspettano di sapere se continueranno a percepire lo stipendio, visti i continui ritardi delle ultime settimane. La risposta è un continuo balletto di figure dirigenziali e di altri soggetti che “stanno lavorando per noi” e che sono impegnati a trovare soluzioni finanziarie con banche che apparentemente non “pongono problemi”, ma che in realtà non allargano i cordoni della borsa.
Siamo in presenza di una forte esposizione bancaria e l’unica proposta aziendale è la fermata degli impianti ed il ricorso alla Cassa Integrazione.”

Parte, quindi, la mobilitazione dei lavoratori con assemblee, scioperi e manifestazioni che arrivano anche a Mantova, sede legale della società e residenza di patron Lori.

Comincia anche la girandola di incontri istituzionali anche presso il Ministero delle Attività Produttive per trovare una soluzione che impedisca la cancellazione di una azienda che avrebbe ottime prospettive produttive e occupazionali e che rischia di affogare a causa di un indebitamento di 250 milioni di euro che nessuno riesce a spiegarsi.

Ma le risposte latitano. Dopo l’incontro ministeriale del 15 dicembre 2009, Sindacati ed RSU esprimono “perplessità e preoccupazione dinnanzi alle insufficienti e inadeguate risposte alle questioni sollevate dalla difficile situazione finanziaria ed industriale che l’azienda sta attraversando, cosi come approssimativi sono sembrati gli impegni che la proprietà si è assunta.
Abbiamo comunque condiviso di attendere l’esito degli impegni assunti in tempi rapidi per tamponare la situazione, ed in particolare per consentire la regolare corresponsione della 13° mensilità, e la riconvocazione del tavolo del Ministero dello Sviluppo il prossimo 8 gennaio 2010.
In tale data la proprietà dovrà far ripartire le produzioni degli stabilimenti, fornire un piano di ristrutturazione del debito e presentare alle parti un concreto progetto industriale che dia stabilità produttiva e di mercato, per sostenere reali prospettive di rilancio del gruppo, utili ad evitare risvolti fallimentari che comprometterebbero inevitabilmente l’occupazione.”

Un ulteriore incontro presso il Ministero si tiene il 18 gennaio 2010 in occasione del quale era prevista la presentazione del piano di risanamento finanziario e di rilancio industriale da parte della
proprietà.
Ma ancora una volta ai sindacati non resta che registrare che si è trattato dell’”ennesimo incontro nel quale purtroppo ciò è stato disatteso e che giudichiamo quindi infruttuoso e insoddisfacente, e che ha messo a nudo l'inconsistenza dei nuovi consulenti chiamati a sviluppare soluzioni utili al rilancio di questa importante realtà industriale.
Le uniche iniziative annunciate riguardano la possibilità di avviare un rapporto di conto lavorazione con la sola società SCA, azienda svedese, oltre ad un contatto con la Barclays Bank, che è la banca a cui si appoggia la stessa multinazionale per il conto lavorazione, interventi questi che non risolvono i problemi ma anzi per assurdo rischiano di aggravarli, dato che non generano cassa ne contribuiscono a ridurre il debito.
Per quanto concerne il pagamento degli stipendi, sono arrivati i primi bonifici, e l'acquisto delle materie prime, con i primi 3 camion di resine, che sono dovuti ad una entrata di 1,8 mln di euro e relativa all'alienazione dei magazzini esterni, operazione già annunciata lo scorso novembre dal precedente direttore generale.
Le OO.SS. unitamente alle istituzioni locali presenti hanno dichiarato che vi è la necessità di impegni certi e sottoscritti, come da verbale che è stato prodotto dal Ministero, ma hanno dichiarato altresì la indisponibilità a continui rinvii e incontri che hanno come risultato solo promesse non mantenute.
Le OO.SS. hanno perciò preteso che l'azienda presenti nel prossimo incontro il progetto finanziario e industriale che comprenda l'immediata ricapitalizzazione dell'azienda e il piano di rientro dei debiti unitamente al piano industriale, annunciando che in assenza di questo le OO.SS. si attiveranno con i lavoratori, a garanzia dei loro interessi in quanto creditori privilegiati, per la tutela del patrimonio industriale e aziendale, attraverso il ricorso agli strumenti di legge ed anche attraverso la eventuale richiesta di amministrazione straordinaria.”

Gli incontri al Ministero sono ben quattro, ma non si cava un ragno dal buco.

Lori dichiara l’intenzione di vendere e nel frattempo si insedia un nuovo Consiglio di Amministrazione.

I lavoratori tornano a manifestare a Mantova in 500 presidiando la sede amministrativa della società e chiedendo che il nuovo CdA si assuma una “responsabilità forte, in quanto non sono più rinviabili soluzioni che diano continuità produttiva ed economica per l’intero gruppo e garanzie sotto il profilo industriale e finanziario, realizzabili anche attraverso la cessione dell’azienda a cordate di imprenditori capaci”.

Si profila anche l’ipotesi dell’amministrazione straordinaria e i i Sindacati chiedono “al Tribunale di Milano di pronunciarsi rapidamente, rispetto all’esposto di mala gestione, presentato dal collegio dei sindaci revisori dei conti”.

Per il 24 febbraio, al Ministero delle Attività Produttive si terrà un ulteriore incontro.
I lavoratori si augurano che, finalmente, vengano presentati, da parte dell’Azienda, i propri programmi: la nuova organizzazione societaria, il piano finanziario e il piano industriale.

I lavoratori dall’incontro del 24 febbraio si attendono risposte concrete, sanno bene che potrebbe essere l’ultimo…

Matteo Gaddi – Responsabile Nord PRC
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi