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PRC; CON I PORTUALI DI GIOIA TAURO, REGIONE E GOVERNO AFFRONTINO LA QUESTIONE


Esprimiamo la nostra vicinanza ed il nostro sostegno ai lavoratori portuali di Gioia Tauro, che stanno lottando duramente, con azioni, come quella di essere saliti sulla gru, di grande dignita' e di grande coraggio, contro il piano di ristrutturazione di Mct-Contship, che prevede la cassa integrazione per 400 operai su 1.300'. E' quanto affermano, in una nota, Pino Commodari e Danilo Barreca, componenti del Comitato politico nazionale di Rifondazione comunista.
'E' da anni che i lavoratori del Porto di Gioia Tauro, sottoposti ad uno sfruttamento che non trova riscontro in nessun altro porto italiano ed europeo - sostengono Commodari e Barreca - denunciano l'esclusivita' dell'affidamento dell'attivita' di transhipment a favore della Mct-Contship, una delle cause della crisi attuale. Una denuncia che e' stata completamente ignorata dai Governi nazionali e regionali. A tutto cio' va aggiunta la prepotenza di oggi della Contship che manda in cassa integrazione ben 400 lavoratori su 1.300 e minaccia di abbandonare lo stesso Porto, dopo aver utilizzato ingenti finanziamenti pubblici ed essere diventata concessionaria di buona parte della banchina del Porto di Gioia Tauro. Non vi e' dubbio che la crisi economica mondiale influisce negativamente sull'attivita' del Porto'.
'Crisi - proseguono - sottovalutata dai governi nazionale e regionale. Che al contrario si sono affidati solamente al vantaggio competitivo legato a salari piu' bassi rispetto agli altri porti italiani ed alle migliori infrastrutture ed impianti, alla sua continentalita' ed alla potenzialita' di poter godere di un hinterland terrestre. Cio' si e' dimostrato insufficiente a difendere il suo ruolo di principale porto di transhipment del Mediterraneo. Sarebbe stato necessario che la Regione riconoscesse, realmente, la centralita' del ruolo di Gioia Tauro'.
Per Commodari e Barreca 'il Governo nazionale, invece di pensare a salvare dai processi Berlusconi, si occupi seriamente della macelleria sociale che sta realizzando la crisi del capitalismo, anche nella nostra regione. La Regione affronti seriamente la condizione dei lavoratori, la salvaguardia dei posti di lavoro ed il rilancio del Porto di Gioia Tauro, le Province ed i Comuni si mettano alla testa della mobilitazione e le organizzazioni sindacali dichiarino lo sciopero generale, i partiti si occupino concretamente dei bisogni dei calabresi e non solamente delle liste'.
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