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LAVORO: BONANNI, SU ARBITRATO CRITICHE REDUCI PRIMA REPUBBLICA


«Sull'arbitrato si sventolano i fantasmi dell'articolo 18 mentre non sento neppure una parola sul contratto unico che ha il dichiarato proposito di far fuori l'articolo 18. Ma vedo che le lobby dei 'reduci e combattentì della prima Repubblica non si fa sentire». Così il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, a margine di un convegno del sindacato, torna a difendere l'accordo firmato nei giorni scorsi sull'arbitrato e la clausola compromissoria che la Cgil e alcuni giuristi accusano di incostituzionalità profilando l'eventualità di ricorsi.
«Che facessero i ricorsi che vogliono. Noi abbiamo fatto il nostro lavoro ma ho visto che taluni si sono perfino ancora più irritati perchè con l'accordo della scorsa settimana abbiamo tolto l'alibi per fare confusione: abbiamo cioè chiarito che l'articolo 18 resta fuori dalla clausola compromissoria», prosegue. E alle critiche che vogliono inclusi nell'arbitrato non solo il licenziamento ma anche l'orario di lavoro e le retribuzioni risponde: «I giuristi dovrebbero sapere che tutte queste cose sono già fuori dalla norma». Per la Cisl, dunque, «siamo alle solite: è una discussione che punta a strumentalizzare questa cosa pur di non arrivare ad una riforma, ad un sistema più liberale e di estrema garanzia».
Quanto ai possibili rilievi che potrebbero essere mossi dal Quirinale al testo di legge conclude: «Per me quello che farà il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, andrà comunque bene perchè non appartengo a quella cultura che gli va bene a seconda di quello che dice. La nostra stima per lui, inoltre, è perfino superiore a quella che abbiamo avuto per altri presidenti».
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