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CRISI: SCIOPERO PROVINCIA UDINE, SINDACATI SODDISFATTI IN SEIMILA A COMIZIO IN PIAZZA SAN GIACOMO


(ANSA) - UDINE, 19 MAR - 'Soddisfatti' per la grande partecipazione e 'per uno sciopero che ha avuto l'obiettivo di cercare di rilanciare il Friuli': e' lo stato d'animo dei vertici di Cgil, Cisl e Uil alla fine della manifestazioen di oggi a Udine.
Sono stati infatti in 6mila, secondo i sindacati, a sfilare per le vie di Udine: 6mila lavoratori che hanno raccolto l'appello di Cgil, Cisl e Uil provinciali, per il rilancio del Friuli. Le punte di adesione maggiori si sono registrate nel settore privato dove in alcune realta' - hanno detto Cgil, Cisl e Uil - si e' raggiunto anche il 100%; la media si e' aggirata tra il 60% e 70%.
'Siamo qui - hanno detto dal palco, Glauco Pittilino (Cgil), Roberto Muradore (Cisl) e Fernando Ceschia (Uil) - per rimettere al centro dell'impegno della politica, delle istituzioni, di tutti i gruppi dirigenti di questa provincia e regione lo sviluppo e il lavoro. Negli ultimi 20anni, la politica si e' assentata, chiusa nei suoi palazzi e non ha pensato a regolare, indirizzare, guidare la societa' e l'economia, cosi' come non ha riconosciuto al lavoro il valore insostituibile che ha'.
Il Sindacato unitario non ha dubbi: 'Dobbiamo assolutamente ricostruire una robusta intelaiatura di riferimenti, lontana dalle sole logiche di mercato, partendo dal capitale sociale'.
Un capitale sociale - e la citazione va a Padre Turoldo, icona del mondo friulano - da valorizzare, allontanando quella miseria che ancor piu' della poverta' rende scadente la vita.
Per Cgil, Cisl, Uil provinciali occorre ripartire, con un 'colpo di reni', valorizzando la scuola e l'Universita' del Friuli, programmando e progettando il futuro. 'Il Friuli - e' stato il richiamo dal palco - deve rialzare la testa, ritrovare capacita' di coesione, quell'unione oggi tangibile in Piazza San Giacomo: chi governa scelga di investire, anziche' tagliare, stabilisca un'agenda di priorita', per esempio facendo partire i cantieri, realizzando le opere pubbliche non piu' procrastinabili, potenziando le infrastrutture'.
Per Cgil, Cisl e Uil, l'economia friulana sta, dunque, vacillando e a soffrire sono i lavoratori di tutti i comparti: industria, commercio, istruzione, sanita'; l'occupazione sta diminuendo ovunque. 'Qualcuno ci accuso' di fare dell'allarmismo gratuito ed ingiustificato - hanno spiegato dal palco - a questi oggi rispondiamo: venite con noi nelle fabbriche ad ascoltare i 34mila lavoratori in difficolta''.
Gia', i numeri della crisi. Nel 2009, 89 sono le procedure di CIGS attivate e che coinvolgono 7400 lavoratori ed ulteriori procedure sono state sottoscritte in questi giorni; altre sono in fase di preparazione. 5990 sono i lavoratori collocati in mobilita'. Rispetto al 2008, nel 2009 gli iscritti alle liste di disoccupazione sono stati 18.000, tra lavoratori e lavoratrici, con una percentuale di incremento del 23% su base annua. E sono 3.000 i lavoratori delle aziende artigianali (quelle al di sotto dei 15 dipendenti) sospesi perche' manca il lavoro e per la maggior parte di loro il futuro quasi sicuramente riservera' la comunicazione del licenziamento. (ANSA).