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Prezzo della Crisi del 23-03-2010: '«Sei un sindacalista, la porta è quella». Ma i lavoratori non stanno a guardare'


E’ braccio di ferro tra lavoratori e aziende. A Modena la magistratura impone il reintegro di un lavoratore licenziato alla Maserati per aver difeso 112 precari ai quali non era stato rinnovato il contratto mentre a Fabriano un altro sindacalista viene allontanato dal posto di lavoro con futili motivi. Immediata la protesta.

di Vittorio Bonanni
E’ stato reintegrato questa mattina Eugenio Scognamiglio, l’operaio della Maserati, ex delegato Fiom-Cgil, licenziato dopo essere stato sospeso cautelativamente nel dicembre 2008 per aver organizzato una protesta interna in seguito alla decisione della casa automoblistica di non rinnovare il contratto a 112 precari all’inizio del 2009. I tre giudici che avevano sostituito il precedente, ricusato dal sindacato in quanto aveva respinto la richiesta di intervenire con un provvedimento di urgenza, hanno invece accolto la richiesta in base alla legge 700 che prevede appunto il reintegro momentaneo in attesa del processo di merito che avverrà nei prossimi mesi. Nel frattempo Scognamiglio potrà riprendere a lavorare e a percepire regolare stipendio. Nella notte, intorno all’una, il lavoratore era stato costretto a ricorrere alle cure dei medici perchè le sue condizioni di salute si erano aggravate in seguito allo sciopero della fame messo in atto dalla precedente mattinata. Al pronto soccorso il personale sanitario si è adoperato per riportare a livelli di stabilità sia la pressione arteriosa che la glicemia, imponendo all’operaio di non riprendere per nessuna ragione la protesta estrema pena un nuovo aggravamento delle condizioni di salute. L’ex sindacalista, di origine siciliana, non lavora da 15 mesi, ha due figli a carico e uno sfratto imminente. Ieri mattina aveva deciso di protestare davanti ai cancelli dello stabilimento di via Divisione Acqui. «La sola colpa di Eugenio - affermano in un comunicato il segretario del circolo Antonio Gramsci della Federazione di Modena Francesco Giliani, il segretario provinciale del Prc e candidato alle regionali Stefano Lugli e il segretario regionale Nando Mainardi - da allora rimasto disoccupato, è stata quella di battersi come operaio e come delegato sindacale della Fiom-Cgil contro il licenziamento di 112 precari da parte della Maserati, 112 persone di cui la Maserati si è servita come salviette usa e getta in base al principio che il mantenimento dei profitti val bene la disperazione e la sofferenza di un numero crescente di famiglie delle classi popolari». La vicenda che ha coinvolto Scognamiglio si inscrive in un contesto caratterizzato da un attacco generale contro i diritti dei lavoratori, in primis contro le garanzie fornite dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori. Lo conferma un altro episodio, questa volta avvenuto alla Tecnowind di Fabriano, dove questa mattina è stato organizzato un presidio a sostegno di un delegato della Rsu licenziato in tronco dall’azienda dopo che nel suo armadietto erano state trovate delle risme di carta. Vi hanno preso parte tutti i delegati della Fiom Cgil della provincia di Ancona, dalla Fincantieri alla Fiat di Jesi alle principali aziende manufatturiere del fabrianese.
Le motivazioni che stanno dietro la grave decisione sono incredibili e provocatorie. «La carta - secondo Giuseppe Ciarrocchi della Fiom Cgil - era stata consegnata al delegato da molto tempo, e si trovava nell’armadietto che era aperto, senza lucchetto. Ed era stata lasciata per la costituzione di una sede interna della Rsu alla Tecnowind. Dopodomani ci sarà ad Ancona la conciliazione e se l’azienda non tornerà indietro sui suoi passi - annuncia Ciarrocchi - andremo per vie legali per la violazione dell’articolo 18 dello statuto dei lavoratori».
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