Prezzo della Crisi del 04-03-2010: 'Diritti cancellati per i precari ex-Atesia'
di Serena Salucci
C'erano una volta i precari dei call center dell'Atesia, c'era una volta la loro lotta per vedere riconosciuti i loro diritti di lavoratori dipendenti. C'erano lavoratori che... non solo il pane, ma anche le rose.
C'era una volta il diritto di ricorrere alla Giustizia del Lavoro, ma in questo paese, è ormai evidente, non ci deve essere né l'una e né l'altro.
Lo devono imparare allora anche quei cinquanta lavoratori dell'Atesia che invece di patteggiare con l'azienda nel 2006, a seguito della condanna in tribunale della società di call center, avevano deciso di andare in fondo nella loro battaglia, senza accettare di essere assunti a 500 euro, senza “condonare” all'azienda mesi e mesi di integrazioni di stipendio. Avevano deciso di citare i datori di lavoro in giudizio, per avere Giustizia, per vedere riconosciuto il diritto a un giusto risarcimento, per anni di lavoro dipendente precario, sottopagato e neanche riconosciuto come tale.
Ora a bloccare la loro strada ci si è messo un articolo collegato al ddl 1167, l'articolo 52, poche righe che recitano: "Fatte salve le sentenze passate in giudicato, in caso di accertamenti della natura subordinata dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche se riconducibili a un progetto o programma di lavoro, il datore di lavoro che abbia offerto entro il 30 settembre 2008 la stipulazione di un contratto di lavoro subordinato ai sensi (..) della legge 296/2006, è tenuto unicamente a indennizzare il prestatore di lavoro con un'indennità di importo compreso tra un minimo di 2,5 e un massimo di 6 mensilità di retribuzione (..)".
Un collegato lontano anni luce dagli obiettivi di una legge finanziaria, un provvedimento che a pensar male sembra tagliato a misura per l'Almaviva (ex Atesia).
Significa un colpo di spugna ai diritti di questi lavoratori, che non si sono lasciati intimidire dall'azienda, che si sono rivolti ai giudici, che hanno vinto sia in tribunale sia in corte d'appello.
Non riavranno mai gli arretrati di anni di “Buongiorno sono Paolo, in cosa posso esserle utile...” , non riavranno più neanche il loro lavoro perché solo nel patteggiamento c'era l'impegno dell'Atesia a riassumere.
Niente Giustizia, niente Lavoro. Niente rose e niente pane.
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