Prezzo della Crisi del 05-03-2010: 'LA RESISTENZA ESEMPLARE DEI LAVORATORI E DELLE LAVORATRICI DI AGILE/EUTELIA'
Otto ore di sciopero il 10 marzo prossimo con presidio alle 13 sotto la presidenza del Consiglio dei ministri. E’ questa la decisione delle lavoratrici e dei lavoratori di Agile/Eutelia e della Fiom contro il rinvio di cinque settimane degli incontri decisivi per il futuro di una delle aziende leader dell’informativa italiana in crisi dopo una gestione ambigua e poco trasparente che sta mettendo a rischio duemila posti di lavoro.
di Vittorio Bonanni
Non demordono i lavoratori e le lavoratrici di Agile/Eutelia, una delle fabbriche simbolo di chi non ci sta ad accettare ristrutturazioni e chiusure tutte realizzate in nome del profitto e della speculazione. Mercoledì prossimo 10 marzo è stato indetto uno sciopero di otto ore con manifestazione alle ore 13,00 sotto la presidenza del Consiglio dei ministri, «per chiedere al governo - come ha dichiarato Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom Cgil del gruppo Agile (ex Eutelia) - di rispettare gli impegni assunti nei precedenti incontri a Palazzo Chigi» La decisione di incrociare le braccia è stata presa ieri dopo lo slittamento deciso di cinque settimane degli incontri che rischia di far perdere ulteriori commesse a quella che un tempo era considerata un’azienda leader nel campo dell’informatica. «Continuare a rimandare l’incontro - ha spiegato Potetti - in attesa delle decisioni della magistratura, significa continuare a non assumersi la responsabilità di dare risposte sul piano istituzionale ai 2 mila lavoratori e lavoratrici del gruppo».
I quali, ha proseguito il sindacalista della Fiom, «hanno lottato e continueranno a farlo, scoperchiando con le loro iniziative un sistema fatto di operazioni industriali di dubbia entità e di malaffare». Quello che è più grave è appunto l’ennesimo caso di latitanza della politica: «da due anni - ha detto l’esponente della Fiom - denunciamo nel “vuoto” politico istituzionale, un sistema di appoggi, coperture, ambiguità, che deve essere debellato. L’aggressione e l’isolamento di questi interessi perversi non può essere subordinato alle aule di tribunale». Il governo dunque «dia risposte chiare, intervenga pesantemente e autorevolmente affinché alla lotta dei lavoratori, alle iniziative delle organizzazioni sindacali ed alle aule di tribunale sia affiancata un’iniziativa istituzionale a tutti i livelli per dare risposta a quelle domande che dall’inizio vengono poste: lavoro, futuro, legalità». I dipendenti e le dipendenti dell’industria di Pregnana Milanese sono quattro mesi che si battono per salvare, come dicevamo prima, duemila posti di lavoro a fronte di una crisi intervenuta dopo una gestione a dir poco sospetta dell’azienda, poco trasparente che ha portato da un lato alla prospettiva della cassa integrazione, che vorrebbe però confermare l’ipotesi della chiusura desiderata dai vertici aziendali, o di un commissariamento pieno di incognite ed incertezze contro i quali lavoratori e sindacato chiedono un’amministrazione controllata e finalizzata al rilancio.
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