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Prezzo della Crisi del 14-04-2010: 'Fiom, ecco la vera sfida del sindacato del futuro'


di Fabio Sebastiani
Da Montesilvano nasce la nuova Fiom. O, se volete, il nuovo sindacato. Può essere racchiusa in questa formula la relazione che Gianni Rinaldini ha tenuto in occasione dell’apertura del decimo congresso del sindacato dei metalmeccanici. La Fiom dalla discontinuità con la concertazione passa alla rottura, e manda un segnale preciso alla Cgil: o si cambia o si muore. Inseguire Cisl e Uilm sul terreno del sindacato di mercato non ha senso. Tanto vale prendere con più decisione la strada del sindacato basato su conflitto e democrazia. Se non è un nuovo sindacato questo cosa altro si può fare per fermare la deriva sociale, politica ed economica proposta dal liberismo in versione acuta?
Le forze politiche di sinistra, presenti al gran completo nel parterre del Palacongressi danno tutte un giudizio positivo. Lo spessore della relazione è fuori discussione. L’analisi del contesto internazionale e della fase non si limita solo alla crisi ma tocca anche il problema della pace, fino al rinnovamento, inevitabile, del sindacato europeo. Finalmente cambia l’aria. Del resto, lo stesso Rinaldini ha chiuso il suo intervento con quello che potrebbe diventare uno slogan: . La Fiom, in due parole, ha smesso di rappresentare “la differenza nel sindacato” e vuole dare il suo contributo per un “sindacato differente”.
Parte da qui la sua sfida, a poco meno di tre settimane all’appuntamento congressuale di Rimini della Cgil. Ed è proprio alla confederazione che si rivolge Gianni Rinaldini per la gran parte del suo intervento. Qualche critica, inevitabile. Sull’accordo separato, dove l’accusa è di aver seguìto una politica di “riduzione del danno”; sulla mancata opposizione a Confindustria, e sulle regole interne nella gestione delle assemblee di base. Ed anche un invito forte: “riunifichiamo insieme il mondo del lavoro”. . Nell’immediato due proposte: un “Piano del lavoro” (blocco dei licenziamenti, ammortizzatori sociali e politica industriale) da presentare come base di un confronto con Governo e Confindustria, e la mobilitazione, fino alla sciopero generale, contro il “Collegato Lavoro”. Anche sul piano interno, la Fiom recapita a Rimini le sue proposte: presentazione delle mozioni in tutti i luoghi di lavoro, voto in una fase successiva alle assemblee di base in un arco temporale di due o tre giorni, seggi non più volanti. Sarà in grado il segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani di rispondere all’altezza del percorso proposto dalla Fiom distratto come sarà dalle offerte al dialogo che il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi porterà al quindicesimo congresso? Sarà in grado di dar corso all’istanza ribadita con più forza dalla Fiom, quella di un sindacato basato sulla democrazia sia verso i lavoratori che al suo interno? Il segretario generale della Cgil, presente in sala, ascolta attentamente la relazione di Rinaldini. E non sorride mai.
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