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Prezzo della Crisi del 20-04-2010: 'Amministrazione controllata per l’Eutelia, paga la lotta dei lavoratori'

Il Tribunale fallimentare di Roma ha respinto l’ipotesi del concordato prevista dall’azienda e bocciata dai dipendenti e dato l’ok per una gestione straordianaria. Ora tocca al governo aprire un tavolo di trattative per dare un futuro lavorativo a migliaia di persone

di Vittorio Bonanni
I lavoratori dell’Eutelia hanno vinto. Il Tribunale fallimentare di Roma ha rifiutato il concordato preventivo proposto dall’azienda e ha disposto l’amministrazione straordinaria. E’ stata così respinta la richiesta della società di telecomunicazioni toscana che prevedeva, a fronte di una crisi aziendale che i lavoratori ritengono sia stata creata ad arte per investire altrove con maggiori profitti, l’affitto dell’azienda alla Italcontact srl, appena iscritta alla Camera di Commercio, con un capitale sociale di appena diecimila euro e il cui amministratore inoltre era un uomo di Omega, il gruppo che ha rivelato da Eutelia il ramo di azienda Agile compresi i circa tremila dipendenti rimasti poi dalla scorsa estate senza stipendio. La decisione del Tribunale dà dunque ragione alla lunghissima lotta delle lavoratrici e dei lavoratori di Eutelia, principalmente programmatori e tecnici informatici distribuiti in diversi stabilimenti italiani. Per Fabrizio Potetti, coordinatore nazionale Fiom-Cgil del gruppo Agile/Eutelia, si tratta di «un primo passo importante e fondamentale perchè da un lato toglie l’azienda ad una proprietà impresentabile, dall’altro apre finalmente a nuove prospettive.» «A questo punto - ha aggiunto il sindacalista - il Governo mantenga gli impegni presi e convochi immediatamente un tavolo di confronto per dare finalmente risposte alle lavoratrici e lavoratori della Società.» Soddisfazione è stata espressa da Paolo Ferrero, segretario nazionale Prc-Se e portavoce della Federazione della Sinistra, e da Roberta Fantozzi,segreteria nazionale e responsabile lavoro e welfare. «Come nel caso della Innse - hanno detto i due dirigenti comunisti - la tenacia e la determinazione dei lavoratori sono stati decisivi. Ringraziamo le lavoratrici e i lavoratori per la loro lunga resistenza, la Fiom per il ruolo decisivo che ha svolto, in una lotta che è un esempio per le mille altre vertenze che attraversano il paese e che è stata portata avanti per mesi durissimi in cui i lavoratori hanno dovuto resistere, senza stipendio, sottoposti a mille pressioni. Una lotta condotta in nome della dignità del lavoro e della legalità contro una proprietà truffaldina e banditesca.»

Con l’estromissione della proprietà, sostengono sindacati e lavoratori, è ora possibile rilanciare l’azienda e garantire l’occupazione e il futuro. Sarà anche possibile recuperare le commesse perse e costringere il governo a mantenere gli impegni presi e troppe volte non mantenuti, primo fra tutti la convocazione di un tavolo per un primo confronto. La decisione della magistratura è arrivata dopo sette mesi di vertenza, 157 giorni di occupazione e numerosi presidi di fronte ai palazzi del potere e al Tribunale di Roma.

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