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Prezzo della Crisi del 26-04-2010: 'Cgil, a Rimini andrà in onda la concertazione in diretta'
di Fabio Sebastiani
Dal 5 all’8 maggio si terrà a Rimini il congresso nazionale della Cgil. Saranno presenti anche il ministro Maurizio Sacconi, il sottosegretario Gianni Letta ed Emma Marcegaglia. Semplice dovere di ospitalità? Qualcosa di più. Non è mai successo che la Confindustria fosse presente ai massimi livelli. E, soprattutto, è piuttosto singolare che un rappresentante del governo che ha fatto dell’azzeramento dei diritti “senza se e senza ma” la sua mission più importante sia presente e possa quindi utilizzare tutto il rilievo mediatico dell’evento. La Cgil non poteva dire di no, certamente. Ma la Cgil poteva però anche caratterizzare il congresso in modo più diretto e aderente ai temi in gioco. E invece si è scelto un profilo accademico e quasi asettico. Non è certo ciò di cui il Paese, e i lavoratori in paricolare, aveva bisogno in questo momento. Con la forte crisi di sinistra e centrosinistra, dal sindacato più grande d’Italia poteva arrivare un segnale di speranza. E invece con Rimini si chiuderà, larvatamente, la fase delle mobilitazioni e si aprirà al dialogo con Governo e Confindustria. Su quali basi? Non è molto chiaro. Epifani ha lasciato capire che a Rimini farà una proposta nuova sul modello contrattuale. Ma questa proposta non è mai stata discussa in Cgil. Al più ogni categoria ha fatto il suo percorso contrattuale, senza però che se ne sia tratto un bilancio, anche parziale. Alla fine, ai poli rimangono da una parte il ”No” della Fiom e, dall’altra, un contratto dei chimici criticato un po da tutti.
Insomma, il congresso di Rimini segnerà, con molto anticipo rispetto a quanto aveva lasciato intendere Guglielmo Epifani al congresso della Fiom a Montesilvano nei giorni scorsi, la ripresa del confronto con le “parti sociali” a più di un anno di distanza dall’accordo separato del gennaio 2009. Gli ingredienti ci sono tutti. Vedremo se ad Epifani riuscirà di montare la panna.
Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della Fiom, commenta in modo chiaro: «Sarà un congresso di svolta moderata. Tutti i segnali che vengono dall’organizzazione vanno in questa direzione. Si diranno esplicitamente le cose che fino ad ora si sono taciute. Quelle che, come ha detto ironicamente Gianni Rinaldini al congresso della Fiom se fossero state dete con altrettanta chiarezza a partire dai congressi nei luoghi di lavoro avrebbero tolto a tutti tolto i dubbi sulle reali differenze tra le due mozioni. Mi pare chiaro che la Cgil sta scegliendo di rientrare e deve essere altrettanto chiaro che su questa posizone in Cgil si crea una opposizione che vuole pesare e peserà».
La Cgil arriva a questo sedicesimo congresso dopo oltre 62mila assemblee svolte nei luoghi di lavoro e nelle leghe dei pensionati in cui sono stati espressi 1,8 milioni di voti. A Rimini ci saranno più di mille delegati. Forse il più partecipato della storia della Cgil. La maggioranza affronta il congresso con l’82,9% dei voti. Un risultato chiaro che non lascia spazio ad interpretazioni di sorta. Semmai, bisognerà capire quante delle istanze presentate dalla minoranza verranno recepite nel documento finale. Due in particolare i temi da seguire, le regole interne e la democrazia sindacale. Su questi, cosi come sulla contrattazione, la Fiom è pronta a dare battaglia. La coincidenza con il quarantesimo anniversario dello Statuto dei lavoratori e la stessa presenza di Sacconi, che è già intervenuto al congresso nazionale della Flai-Cgil, porterà in primo piano il tema dei diritti del mondo del lavoro.
Tra gli altri, saranno presenti al sedicesimo congresso, oltre ai rappresentanti dei partiti politici della sinistra e del centrosinistra, anche Oscar Luigi Scalfaro, Guy Rider, sindacato del sindacato mondiale, e John Monks, segretario dei sindacati europei.

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