Prezzo della Crisi del 14-05-2010: 'Aspettando l’Unione Sindacale di Base… '
di Daniele Nalbone
“Connetti le tue lotte”. Dietro questo slogan, il prossimo 23 maggio, nascerà ufficialmente l’Unione Sindacale di Base. Alla luce del congresso delle Cgil, l’appuntamento (domenica 23, ore 9.30, Teatro Capranica di Roma) lanciato da RdB, SdL e consistenti realtà categoriali e territoriali della CUB assume il valore di uno spartiacque. Connettere le lotte di 250mila iscritti sul territorio nazionale non sarà impresa facile, ma già il solo tentare di dar vita a un sindacato “utile”, che serva ai lavoratori, è di per sé qualcosa da premiare in termini di fiducia. Obiettivo dei sindacati, di fatto già uniti da tempo nel Patto di Base, è quindi quello di far crescere, dal basso, e non di creare a tavolino, un’organizzazione generale, indipendente, conflittuale. Termini chiari, che sono, in un certo senso, già realtà: vedere come le maestre dei nidi di Roma, i precari della ricerca o coloro che una volta erano i “fortunati” lavoratori di Alitalia battersi quotidianamente in ogni sede, “senza se e senza ma”, anche con gesti forti, è la prova provata di come questa organizzazione sia, in realtà, fortemente diffusa in tutti i settori del mondo del lavoro. Ora, la speranza è che questa organizzazione si trasformi, in breve tempo, in una alternativa valida. Quanto più radicata. Sempre più di massa. In cui far confluire battaglie per diritti ormai comuni provenienti non più dai segmenti “classici” del mondo del lavoro, ma anche da quelli di nuova generazione. Mi riferisco ai precari, ai migranti, a chi non ha reddito. A chi quotidianamente lotta per conquistare quel diritto alla casa che dovrebbe essere garantito “per natura”. Per questo l’adesione dell’Asia, associazione per il diritto alla casa, è qualcosa di più di un semplice “si” all’USB. “Sindacalizzare”, dal basso, la lotta per la casa e farvi aderire molti inquilini, ad esempio, degli enti previdenziali che stanno dismettendo il proprio patrimonio immobiliare è segno di aver compreso come questo tipo di lotte, ormai, debbano marciare di pari passo con quelle del lavoro. Entrando nello specifico, la vera sfida, già in parte vinta, credo sia quella di vedere l’attenzione che soggetti sindacali quali Snater, Orsa o Slai Cobas stiano mostrando verso l’USB. L’augurio è che, per quel giorno, vi siano anche molti rappresentanti delle forze politiche della sinistra, ad ascoltare come due sindacati importanti, quali Rdb e Sdl, e importanti spezzoni provenienti da Cub, siano arrivati a questo momento storico del sindacalismo, di base e non solo, italiano. Un percorso iniziato nel maggio 2008, con la prima assemblea, in quel di Milano, e dove si sono iniziati ad abbattere quei paletti, molto simili a quelli che contraddistinguono l’universo politico della sinistra, che hanno fino ad allora impedito l’unificazione del sindacalismo di base. Per questo, il prossimo 23 maggio, è importante che la sinistra, tutta, sia presente al Capranica. Per ascoltare.
“Connetti le tue lotte”. Dietro questo slogan, il prossimo 23 maggio, nascerà ufficialmente l’Unione Sindacale di Base. Alla luce del congresso delle Cgil, l’appuntamento (domenica 23, ore 9.30, Teatro Capranica di Roma) lanciato da RdB, SdL e consistenti realtà categoriali e territoriali della CUB assume il valore di uno spartiacque. Connettere le lotte di 250mila iscritti sul territorio nazionale non sarà impresa facile, ma già il solo tentare di dar vita a un sindacato “utile”, che serva ai lavoratori, è di per sé qualcosa da premiare in termini di fiducia. Obiettivo dei sindacati, di fatto già uniti da tempo nel Patto di Base, è quindi quello di far crescere, dal basso, e non di creare a tavolino, un’organizzazione generale, indipendente, conflittuale. Termini chiari, che sono, in un certo senso, già realtà: vedere come le maestre dei nidi di Roma, i precari della ricerca o coloro che una volta erano i “fortunati” lavoratori di Alitalia battersi quotidianamente in ogni sede, “senza se e senza ma”, anche con gesti forti, è la prova provata di come questa organizzazione sia, in realtà, fortemente diffusa in tutti i settori del mondo del lavoro. Ora, la speranza è che questa organizzazione si trasformi, in breve tempo, in una alternativa valida. Quanto più radicata. Sempre più di massa. In cui far confluire battaglie per diritti ormai comuni provenienti non più dai segmenti “classici” del mondo del lavoro, ma anche da quelli di nuova generazione. Mi riferisco ai precari, ai migranti, a chi non ha reddito. A chi quotidianamente lotta per conquistare quel diritto alla casa che dovrebbe essere garantito “per natura”. Per questo l’adesione dell’Asia, associazione per il diritto alla casa, è qualcosa di più di un semplice “si” all’USB. “Sindacalizzare”, dal basso, la lotta per la casa e farvi aderire molti inquilini, ad esempio, degli enti previdenziali che stanno dismettendo il proprio patrimonio immobiliare è segno di aver compreso come questo tipo di lotte, ormai, debbano marciare di pari passo con quelle del lavoro. Entrando nello specifico, la vera sfida, già in parte vinta, credo sia quella di vedere l’attenzione che soggetti sindacali quali Snater, Orsa o Slai Cobas stiano mostrando verso l’USB. L’augurio è che, per quel giorno, vi siano anche molti rappresentanti delle forze politiche della sinistra, ad ascoltare come due sindacati importanti, quali Rdb e Sdl, e importanti spezzoni provenienti da Cub, siano arrivati a questo momento storico del sindacalismo, di base e non solo, italiano. Un percorso iniziato nel maggio 2008, con la prima assemblea, in quel di Milano, e dove si sono iniziati ad abbattere quei paletti, molto simili a quelli che contraddistinguono l’universo politico della sinistra, che hanno fino ad allora impedito l’unificazione del sindacalismo di base. Per questo, il prossimo 23 maggio, è importante che la sinistra, tutta, sia presente al Capranica. Per ascoltare.
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