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Prezzo della Crisi del 17-05-2010: 'La fregatura di diventare imprenditori di se stessi'
di Fabio Sebastiani
Le nuove imprese nate in Italia nell'ultimo anno sono quasi 510.000 e, secondo una rilevazione della Camera di Commercio di Milano, la motivazione che ha spinto i neo-imprenditori stata per il 62% la difficolt di trovare un lavoro.
Ecco dove sta nascosta unaltra bella fetta di disoccupati in Italia, tra le pieghe della cosiddetta imprenditoria. Trecentomila disoccupati in pi non sono proprio una cosa da nulla in un paese che si vanta di avere il tasso di disoccupazione all8,5%. Sono circa un punto e mezzo, ai fini statistici. Ma questo dato mette in evidenza un altro fenomeno, ovvero la penetrazione del mito dellautoimprenditorialit. Un mito, sia detto, davvero bi-partisan. Il centrosinistra lha sempre sostenuto, seppure in alcuni laboratori politici come le due regioni rosse per eccellenza, Toscana ed Emilia. Il centrodestra ne ha fatto una vera e propria bandiera. Ecco i risultati, un vero e proprio esercito di piccoli imprenditori che in realt fanno la fame, schiavizzati dalle banche e, quando gli dice bene, titolari di una ditta individuale, perfetto meccanismo per eludere i diritti del lavoro dipendente. Lo sanno bene i rumeni che lavorano nelledilizia. Imprenditori di se stessi predicava la Confindustria negli anni 90. E l rimasta. Una definizione neutra per mascherare lautosfruttamento. Per uno che arriva, un milione resta allinferno e serve lunico che ha realmente tagliato il traguardo.
E troppo chiedere di chiamare le cose con il loro nome? In Italia pi di un terzo delleconomia gira al nero e i precari ufficiali sono almeno quattro milioni. Perch si continua a parlare di lavoro dipendente? Perch non si tirano fuori i dati sulla disoccupazione reale? Che senso ha continuare a chiamare sindacati organizzazioni che tutelano, e pure male, solo una parte del mondo del lavoro effettivo?
Il disoccupato rende molto sia allo Stato che alle altre imprese, quelle vere che tirano le fila delleconomia. Per le spese in burocrazia e attrezzature/mezzi di trasporto (che sono le prime due voci di costo per oltre l'80% dei rispondenti), il 26,7% ha speso almeno 5 mila euro e il 17,3% tra 5 e 10 mila euro. Delle nuove imprese solo il 63% in pareggio o in attivo, il 24% ancora in perdita e per ammortizzare i costi sono necessari oltre due anni per il 60%. Questi i dati oggettivi. Il resto sono fandonie.
Questi numeri ci parlano anche della sfiducia. Non a caso il sindacato chiamato in causa. Se non c alcuna possibilit di farsi difendere da una organizzazione, allora la scelta il tunnel dellautoimprenditoria. Perdere il contatto con la possibilit della trasformazione, porta allindividualizzazione del problema. E a quel punto il gioco fatto. A questo servito il centrodestra in questi venti anni. E per questo verr utilizzato ancora per molto tempo.

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