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CRISI: NON TROVA LAVORO, SI PROSTITUISCE

VENEZIA - "Non trovo lavoro e da agosto mi prostituisco. Non posso far altro. Ai miei figli ho detto che faccio la barista in un locale notturno". A raccontare a denti stretti la sua storia 'figlia' della crisi economica è una quarantenne padovana che la sera vende il proprio corpo sulle strade di Limena, alle porte della città del Santo. E' una delle tre-quattro 'new entry' italiane che, da quando la crisi economica morde, battono i marciapiedi della zona insieme a romene, albanesi, ucraine e nigeriane. Un fenomeno recente - riporta il Mattino di Padova, che ha raccolto le storie delle 'nuove' prostitute - per ora circoscritto a Limena. E non è un caso: chi ha provato a prostituirsi nella zona industriale di Padova è stata minacciata dal racket e ha cambiato aria. Si è spostata dove il controllo degli sfruttatori è meno rigido.

Dicono tutte la stessa cosa: "Abbiamo perso il lavoro, questa è l'unica alternativa". Soprattutto per chi - spiega la finta barista di night club - ha un'invalidità del 30% e proPrio non trova nessuno disposto ad assumerla. E tutte hanno raccontato una pietosa bugia a figli, amici e parenti: "Ho detto che faccio la badante", spiega una delle 'new entry' italiane. La stessa scusa raccontata ai figli della sua collega ucraina, con la quale passa le notti in attesa dei clienti. E stata la crisi a buttarle sul marciapiede, ma la crisi si fa sentire anche lì: "Chiedo dai 20 ai 40 euro, ma i clienti sono sempre meno".

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