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Prezzo della Crisi del 04-05-2010: 'Fiom-Cgil, stop ai rapporti con la Fiat '
In un contesto già molto teso per le pretese di Sergio Marchionne sul futuro dell’azienda, la direzione Sevel e il Gruppo Fiat chiedono di recuperare 7 giorni di sciopero messi in atto alla Plastic, società dell’indotto, utilizzando i permessi aziendale in luogo della cassa integrazione ordinaria come chiede invece la Fiom.

di Vittorio Bonanni
Relazioni sempre più tese e difficili tra la Fiat e la Fiom-Cgil. In un contesto già minato dall’arroganza dell’Amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne, ora una contesa apparentemente secondaria ha portato il principale sindacato metalmeccanico italiano ad interrompere ogni rapporto con la direzione Sevel ed appunto il Gruppo Fiat. Motivo, la contesa sul recupero dei 7 giorni di mancata produzione per gli scioperi messi in atto nei mesi scorsi alla Plastic, società dell’indotto ugualmente appartenente al gruppo Fiat.
La Sevel vorrebbe utilizzare i permessi aziendali retribuiti per recuperare il fermo produttivo, scelta contro la quale lo scorso 22 marzo erano stati presentati 700 ricorsi di lavoratori al tribunale civile di Lanciano. La Fiom aveva chiesto invece all’azienda di ricorrere alla cassa integrazione ordinaria, concessa dall’Inps su iniziale richiesta della stessa Sevel, la quale ora intende opporsi alla cigo confermando la decisione di utilizzo dei permessi retribuiti. «Tale posizione è di una gravità inaudita - ha detto oggi il segretario provinciale Fiom, Marco Di Rocco -. Non siamo disposti a sopportare simili angherie sui lavoratori che pagheranno di tasca propria. E’ incredibile, invece, come Sevel intenda chiedere due giorni di cig per il fermo seguito ai mancati voli di aerei provenienti dall’Asia, con pezzi di produzione, bloccati per le polveri del vulcano islandese. Non avremo più rapporti sindacali - precisa Di Rocco - finchè Sevel non deciderà per la cassa integrazione per gli scioperi alla Plastic». La Fiom insomma non ci sta a subire i capricci padronali, perché di questo si tratta, e ha annunciato che programmerà altre forme di lotta chiedendo inoltre che gli altri sindacati appoggino la protesta. Lo scorso 30 aprile, nella prima udienza dinanzi al tribunale di Lanciano, Sevel ha precisato che si riserva di decidere dopo il 22 maggio, data ultima per il ricorso all’Inps contro la cigo. Udienza quindi rinviata al 25 maggio con la Fiom che si è detta pronta a ritirare i 700 ricorsi se ci sarà la cassa integrazione. Dicevamo all’inizio di questo articolo del grave stato delle relazioni tra l’azienda torinese e la Fiom.
Dopo aver decretato la condanna a morte dello stabilimento di Termini Imerese, che chiuderà ormai nel 2011 in un contesto caratterizzato dalla latitanza governativa, ora Marchionne tenta di imporre a tutti i lavoratori Fiat condizioni estreme - aumento degli straordinari e un altro turno aggiuntivo - minacciando in caso contrario di delocalizzare la produzione. Insomma, saremo all’antica nell’usare una terminologia desueta, ma i padroni sono sempre i padroni, nelle piccole come nelle grandi cose.

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