Prezzo della Crisi del 10-06-2010: 'Non sparate alla ricerca... e allo stato sociale '
di Serena Salucci
Cecchini in giacca e cravatta contro camici bianchi, e ancora una volta la ricerca pubblica cade sotto i colpi del governo e non solo lei. Con la performance “Non sparate alla ricerca e allo stato sociale” i ricercatori precari degli Enti Pubblici saranno oggi (10 giugno) a Piazza Navona, a Roma, nell'ambito della “staffetta precaria” lanciata dall'Unione Sindacale di Base per protestare contro i provvedimenti della manovra finanziaria. Provvedimenti che arrivano dopo un fuoco di fila che gli Enti di Ricerca stanno subendo da qualche anno, tra accorpamenti, commissariamenti, tagli del personale precario, blocco delle assunzioni e delle stabilizzazioni, con il fine ultimo di affossare la ricerca pubblica a tutto vantaggio di società private, fondazioni e imprese.
Bollati come “inutili” stanno per scomparire Enti e Istituti che operano in settori cruciali di controllo e prevenzione, sul lavoro, sull'alimentazione, l'agricoltura, l'ambiente. In nome del risparmio sulla spesa pubblica si prospettano accorpamenti fuori da ogni logica, che ripropongono il vecchio modello dei “carrozzoni”, lenti, inefficienti e costosi.
Nel risiko degli Istituti di ricerca non c'è più nulla di certo, per questo oggi in prima fila, con le loro maschere bianche, ci saranno i precari dell'Ispra, che non vogliono vedersi negare il frutto della lotta. Anche quel protocollo di intesa firmato il 20 gennaio, “conquistato” dopo cinquantanove giorni di occupazione del tetto del loro Istituto, rischia di divenire lettera morta. Dov'è la fine del commissariamento dell'Ente, dove sono le procedure di conversione degli atipici in TD, dove i concorsi a tempo indeterminato? L'unica risposta possibile è una mobilitazione permanente e generalizzata che vedrà i ricercatori scendere in piazza anche lunedì 14 giugno a Roma e a Milano nelle manifestazioni dei lavoratori del Pubblico Impiego organizzate dai Sindacati di Base.
Istruzione, ricerca, pubblico impiego, previdenza, enti locali (leggi sanità e servizi sociali), nel frullatore della spesa pubblica del Ministro Tremonti è finito lo stato sociale tout-court. La manovra colpisce su diversi piani, ma quando pubblico impiego, ricerca e precarietà hanno la stessa faccia e lo stesso nome, quando si è colpiti come lavoratori e come utenti di sevizi pubblici, significa che al centro del mirino c'è la condizione stessa di cittadino.
Questa manovra estiva ha tutto il sapore di una guerra lampo che, fanno notare i rappresentanti sindacali dell'Usi Rdb, “attacca in profondità la natura stessa del nostro Paese per trasformarlo in qualcosa di diverso e sicuramente peggiore di com'è oggi”.
Cecchini in giacca e cravatta contro camici bianchi, e ancora una volta la ricerca pubblica cade sotto i colpi del governo e non solo lei. Con la performance “Non sparate alla ricerca e allo stato sociale” i ricercatori precari degli Enti Pubblici saranno oggi (10 giugno) a Piazza Navona, a Roma, nell'ambito della “staffetta precaria” lanciata dall'Unione Sindacale di Base per protestare contro i provvedimenti della manovra finanziaria. Provvedimenti che arrivano dopo un fuoco di fila che gli Enti di Ricerca stanno subendo da qualche anno, tra accorpamenti, commissariamenti, tagli del personale precario, blocco delle assunzioni e delle stabilizzazioni, con il fine ultimo di affossare la ricerca pubblica a tutto vantaggio di società private, fondazioni e imprese.
Bollati come “inutili” stanno per scomparire Enti e Istituti che operano in settori cruciali di controllo e prevenzione, sul lavoro, sull'alimentazione, l'agricoltura, l'ambiente. In nome del risparmio sulla spesa pubblica si prospettano accorpamenti fuori da ogni logica, che ripropongono il vecchio modello dei “carrozzoni”, lenti, inefficienti e costosi.
Nel risiko degli Istituti di ricerca non c'è più nulla di certo, per questo oggi in prima fila, con le loro maschere bianche, ci saranno i precari dell'Ispra, che non vogliono vedersi negare il frutto della lotta. Anche quel protocollo di intesa firmato il 20 gennaio, “conquistato” dopo cinquantanove giorni di occupazione del tetto del loro Istituto, rischia di divenire lettera morta. Dov'è la fine del commissariamento dell'Ente, dove sono le procedure di conversione degli atipici in TD, dove i concorsi a tempo indeterminato? L'unica risposta possibile è una mobilitazione permanente e generalizzata che vedrà i ricercatori scendere in piazza anche lunedì 14 giugno a Roma e a Milano nelle manifestazioni dei lavoratori del Pubblico Impiego organizzate dai Sindacati di Base.
Istruzione, ricerca, pubblico impiego, previdenza, enti locali (leggi sanità e servizi sociali), nel frullatore della spesa pubblica del Ministro Tremonti è finito lo stato sociale tout-court. La manovra colpisce su diversi piani, ma quando pubblico impiego, ricerca e precarietà hanno la stessa faccia e lo stesso nome, quando si è colpiti come lavoratori e come utenti di sevizi pubblici, significa che al centro del mirino c'è la condizione stessa di cittadino.
Questa manovra estiva ha tutto il sapore di una guerra lampo che, fanno notare i rappresentanti sindacali dell'Usi Rdb, “attacca in profondità la natura stessa del nostro Paese per trasformarlo in qualcosa di diverso e sicuramente peggiore di com'è oggi”.
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