MANUTENZIONE IN CORSO.
Lunedì 21 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 14:32
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Prezzo della Crisi del 26-06-2010: 'Disoccupazione, le cifre in liberà di Sacconi'
L’avevamo detto, occhio alle cifre! Nella lettura c’è chi rimesta nel torbido. Dal Governo, che addirittura parla di ripresa dell’occupazione, a Confindustria che ammette il calo di occupati ma non la debacle della crescita, è tutto un coro di falso ottimismo. Da “lavoce.info”, che non può certo essere sospettata di terrorismo, arriva la conferma che i posti persi dal secondo trimestre 2008 a oggi sono stati oltre 1 milione, la metà dei quali precari, con un tasso di disoccupazione che, compresa anche la Cig, è salito all'11,6%. «La crisi - si legge in un articolo a firma di Massimo Anelli e Gaetano Basso - ha avuto le prime ripercussioni sul mercato del lavoro nel secondo trimestre del 2008. E ad oggi non si è ancora arrestata. Il numero di posti di lavoro bruciati da allora è 1.000.876, e non 528mila, come riportato ieri dai media nazionali. Questi sono i posti di lavoro persi tra i lavoratori italiani, tenendo conto dell'aumento della componente straniera. Le statistiche che riguardano gli stranieri risentono delle regolarizzazioni e sono pertanto meno attendibili». Secondo i due economisti i contratti a tempo determinato sono quelli che hanno sofferto maggiormente (-16,2% dal secondo trimestre 2008 e pesano per il 48,1% del totale dei posti andati persi), mentre lo stock dei contratti a tempo indeterminato è calato solo dello 0,7%. Lavoce.info offre anche un aggiornamento delle stime sui lavoratori in cassa integrazione e segnala che, comprendendo anche la Cig, il tasso di disoccupazione salirebbe all'11,6%.
Insomma, una lettura reale della crisi che tiene conto dei dati “ufficiali” e di quelli che vanno studiati nelle pieghe di una situazione economica a dir poco paradossale. L’Italia, da questo punto di vista, non è numerabile. Chiunque si applichi nella difficile arte della statistica non fa che tirar fuori una “italietta” che non corrisponde per niente alla situazione reale.
Non è indifferente che nel nostro paese si siano persi un milione piuttosto che mezzo milione di posti di lavoro. E’ chiaro che per chi fa politica-.spettacolo, come il ministro Sacconi, alla fine è la stessa cosa. Il punto è che non ci si rende conto che si sta parlando della vita delle persone. Come si pensa di riuscire a calibrare gli interventi se ci si rappresenta una situazione che non corrisponde per niente alla realtà? Ovviamente, non c’è un meccanismo di controllo. Ognuno fornisce numeri in libertà, e non esiste un contesto formale in cui tutto questo caos di cifre possa essere messo in ordine.
di Fabio Sebastiani

Leggi tutti i prezzi della crisi...