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Prezzo della Crisi del 30-06-2010: 'L'Italia delle raccomandazioni allarga i suoi confini. Il merito? Cibo per gonzi. '
di Fabio Sebastiani per controlacrisi.org
Raccomandazioni, reperto archeologico della Prima Repubblica? Nemmeno per sogno. La pratica è ancora viva e vegeta. E se da una parte mette allo scoperto il nervo del malcostume dell’italietta retrograda e clerico-fascista dura a morire, dall’altra ci parla di una borghesia così doppia, cialtrona e inadeguata che peggio di così non si riesce nemmeno ad immaginare. Le raccomandazioni, al di là delle grandi campagne ideologiche di Marcegaglia & co. a cui il vizio della doppia morale non sembra venir meno, aumentano nel nostro Paese, almeno stando a ciò che emerge dai risultati del sondaggio condotto da InfoJobs.it, la società di recruitment on line. Il merito? Cibo per gonzi. Il sondaggio, condotto su un campione di oltre 1.500 candidati, rivela che l’86% degli intervistati conosce persone che hanno ottenuto un impiego grazie a un ’aiuto dall’alto (nel 2009 questo dato arrivava all’82%); il 72% sospetta di avere colleghi raccomandati (+6% rispetto al 2009), mentre il 49% ritiene che il proprio capo abbia ricevuto qualche aiuto (+5%). L’81% conosce almeno 4 persone che lavorano grazie a una raccomandazione (+2%). Cambia leggermente, secondo la ricerca, anche la percezione della raccomandazione nell’opinione comune. Alla domanda «Se tu potessi, utilizzeresti i tuoi aiuti dall’alto per ottenere il posto che desideri?», il 73% risponde in modo affermativo, contro il 77% del 2009. Il 18% non sopporta le persone raccomandate (+4% rispetto al 2009), il 20% li considera dei furbi che fanno bene a sfruttare la situazione (-2%), mentre il 62% considera accettabile una raccomandazione solo per candidati davvero in gamba (-3%).
Permane, comunque, l’idea che ci sia una sostanziale differenza tra ricevere una raccomandazione e beneficiare della segnalazione di qualcuno che ha apprezzato il tuo modo di lavorare: il 93%, infatti, si dichiara d’accordo con questa affermazione. Il 46% crede che per far carriera siano necessari gli aiuti dall’alto (+5% rispetto allo scorso anno) e il 78% ritiene che gli aiuti siano necessari per fare carriera più velocemente e facilmente (+3%). In questo scenario, però, coloro che ammettono di aver ricevuto una raccomandazione sono pochi: solo il 4% dichiara di lavorare grazie a un aiuto (stessa percentuale del 2009).

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