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Prezzo della Crisi del 07-06-2010: 'La Fiat vuole tutto'
di Fabio Sebastiani
Domani si apre a Torino il confronto tra la Fiat e le organizzazioni sindacali sul piano per la riapertura dello stabilimento di Pomigliano d’Arco. Tira aria di scontro, e non a caso. La Fiat ha fatto calare sul tavolo un macigno, ovvero il documento, consegnato a Fim, Fiom, Uilm, Fismic e Ugl lo scorso 4 giugno, su come l’azienda intende “regolare” i rapporti di lavoro in tema di orari, pause, scioperi, formazione e assenteismo. Un vero e proprio “libro dei sogni”, dal punto di vista di un manager, Sergio Marchionne, che si porta dietro l’immeritata fama di essere un “democratico”. Nel testo, la Fiat vuole mano libera su tutto. Una flessibilità esasperata che le stesse tute blu di Pomigliano definiscono «schiavitù senza catene». Innanzitutto si torna ai diciotto turni, con piena libertà da parte della Fiat a gestire le undici ore di riposo, previste dalle disposizioni Ue, tra un turno e l’altro. Poi la mezz’ora di pausa-mensa, che potrebbe addirittura saltare qualora l’azienda avesse necessità di produzione, viene messa a fine turno, contrariamente a quanto prevedono le norme attualmente in vigore. Inoltre, c’è la spinosa questione della quota delle 200 ore di straordinari, che Fiat vuole gestire quasi completamente per conto proprio. Senza parlare di alcune misure ad hoc come il mancato pagamento della malattia qualora l’assenteismo sia superiore alla media. Ma la vera chicca, ovvero il “veleno nella coda”, sta nei punti 14 e 15 del testo il cui scopo è quello di blindare l’eventuale accordo. In breve, qualsiasi azione di protesta da parte di sindacalistii o anche di lavoratori, sia in forma collettiva che individuale, che l’azienda giudichi interna alle materie riguardanti il “piano di rilancio” è motivo nel primo caso di revoca dell’agibilità sindacale e, nel secondo, di provvedimenti disciplinari e licenziamenti.
«Noi - ha affermato nel corso di una conferenza stampa Maurizio Landini, neosegretario generale della Fiom - siamo assolutamente interessati a poter sviluppare un negoziato vero che a partire da Pomigliano sia in grado di rafforzare la produzione Fiat in Italia e di evitare problemi occupazionali e di chiusure di stabilimenti». Però «in realtà non è chiaro cosa la Fiat voglia davvero negoziare, perchè la proposta consegnata alle organizzazioni sindacali contiene molte deroghe al Ccnl e diverse deroghe anche legislative, in particolare sulla gestione dei turni, delle pause, del lavoro notturno, e gli straordinari comandati, fino alle sanzioni e dl licenziamento. Noi siamo disponibili a negoziare sull’uso degli impianti e sull’organizzazione del lavoro purchè ciò avvenga nel rispetto del Contratto e delle leggi dello Stato», ha aggiunto Landini ma, «se la Fiat continua a chiedere deroghe, si rischia che la trattativa possa bloccarsi».

Scarica il documento della Fiat consegnato ai sindacati

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