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Prezzo della Crisi del 01-07-2010: 'Il prezzo della crisi in Gran Bretagna: un milione e 300mila posti di lavoro scompariranno entro il 2015 '
di Serena Salucci per controlacrisi.org
Il quotidiano inglese The Guardian ha pubblicato ieri alcune indiscrezioni su un rapporto interno del Ministero del Tesoro, retto dal Conservatore George Osborne, che analizza le conseguenze della manovra economica del governo britannico, varata la scorsa settimana. Il documento, rimasto secretato per volere del Ministero, prefigura uno scenario nei prossimi cinque anni che dire catastrofico è poco: 500-600mila posti in meno nell’impiego pubblico e 600-700mila nel settore privato, con un calo costante da qui al 2015, frutto del 77% di tagli nella spesa pubblica e della conseguente contrazione del mercato del lavoro privato. Nello stesso rapporto si prevede comunque la creazione di almeno due milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro nel privato, una stima che però non sembra supportata da sufficienti garanzie. Evidentemente qualcuno oltremanica è un fervente ammiratore di Tremonti.

Le rivelazioni del Guardian dimostrano che il Governo Cameron sta varando piano quinquennale di lacrime e sangue per i sudditi di sua maestà, in piena consapevolezza delle conseguenze sociali che questo avrà. Neanche Mrs. Thatcher, la lady di ferro, aveva osato tanto, secondo i sindacati britannici una manovra del genere non si ricordava dai tempi della Seconda Guerra Mondiale. E benché Osborne abbia annunciato ai quattro venti che ognuno sarà chiamato a fare la sua parte, a pesare sul bilancio dei più poveri, dei senza reddito e dei precari, saranno non solo i tagli alla spesa sociale e ai sussidi, ma anche quel velenoso aumento di 2,5 punti percentuali sull’imposta indiretta per eccellenza . La Vat (l’Iva) passerà nel 2011 dal 17,5 al 20 per cento, con una pressione enorme sui ceti medio bassi, non compensata di certo dall’aumento dal 18 al 28 per cento della tassazione sui capital gains per i contribuenti più ricchi.

Tempi duri aspettano anche il Regno Unito. Il giudizio del segretario delle Trade Unions sulla manovra è lapidario (“è letteralmente assurdo pensare che il settore privato sia in grado creare 2,5 milioni di posti di lavoro nei prossimi cinque anni”), e il fatto che Osborne non abbia avuto il coraggio di rivelare anche il rovescio della medaglia sulla manovra , cioè che oltre un milione di persone rimarranno comunque senza lavoro, non fa che accrescere la preoccupazione per il futuro del paese.

Sempre ieri a proposito di crisi, è l’altro quotidiano britannico progressista, The Independent a metterci il carico, con un’inchiesta sul dimezzamento dei mutui erogati dalle banche e sul rallentamento vistoso della compravendita di case nel Regno Unito. “Per quanto tempo ancora il mercato immobiliare britannico riuscirà ad evitare il crollo?” titola eloquentemente l’Independent, e se siamo a questo punto…

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