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LAVORO: ISTAT; CGIL A SACCONI,DATI GRAVISSIMI, BASTA NEGARLI
(ANSA) - ROMA, 23 SET - I dati Istat sull'occupazione confermano il dato «gravissimo dell'occupazione, cha arriva a colpire prevalentemente il lavoro a tempo indeterminato, e al quale va aggiunto il vasto bacino della cassa integrazione e del lavoro nero». Lo afferma il segretario confederale della Cgil, Fulvio Fammoni, secondo il quale non è - come sostiene il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi - che l'Italia stia meglio rispetto alle media europea. «L'Istat - aggiunge il sindacalista - evidenzia che dopo la prevalente espulsione di lavoro temporaneo adesso i più colpiti sono i lavoratori a tempo indeterminato, che l'occupazione di lavoratori migranti è soprattutto sanatoria di lavoro esistente e che l'occupazione a tempo parziale ha caratteristiche prevalenti di non volontarietà da parte delle persone. La crisi determina dunque un cambio profondo nel lavoro». Eppure, dice Fammoni, il ministro non lascia trasparire dalla sue parole «alcuna preoccupazione o volontà di agire, continuando ad affermare unicamente che stiamo meglio della situazione europea. Non è così: l'Italia - sottolinea il dirigente sindacale - ha uno dei più bassi tassi di occupazione in Europa, il record della disoccupazione giovanile, un livello altissimo di inattività e lavoro nero e un numero di 'sospesi dal lavorò che porta il tasso di disoccupazione 'realè ben oltre la media europea. Invece tutto quello che si sta facendo è deprimere lo sviluppo, aumentare i disoccupati, a partire dalla pubblica amministrazione, non dare certezza per le tutele, cancellare i diritti con il collegato lavoro, ovvero l'opposto di quelle che sono le necessità del paese che rivendicheremo nell'ambito della manifestazione europea del 29 settembre»
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