MANUTENZIONE IN CORSO.
Lunedì 21 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 14:32
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Prezzo della Crisi del 15-01-2011: 'Voto di Mirafiori, la Cgil spreca una occasione'
di Fabio Sebastiani
Un lungo applauso alle tute blu di Mirafiori. Il Comitato direttivo della Cgil ha accolto così, ieri, il risultato del referendum a Mirafiori. Un applauso gioioso, ma anche liberatorio, vista anche la grande tensione interna che il sindacato ha vissuto da Pomigliano in poi. I nodi però rimangono tutti. A cominciare dalla valutazione sul valore politico di quel 46% di "No" che la Fiom è riuscita a strappare a Mirafiori. Per i metalmeccanici è il primo gradino per tornare misurare i rapporti di forza non solo con la Fiat, ma nel paese. Per la Cgil, invece, è un episodio da archiviare in vista del confronto con Cisl e Uil sulla legge sulla rappresentanza, che ieri la Cgi ha confezionato in un testo da cui manca però il “referendum automatico”.
Così se da una parte dalla Cgil, e dalla Fiom, parte un l’invito alla Fiat a riaprire la trattativa, «altrimenti sarete costretti a fare i conti con la gestione quotidiana dell’accordo»; dall’altra, la Cgil perde l’occasione offerta dal risultato di Mirafiori di chiudere un lungo periodo di sofferenza che dura almeno dal gennaio del 2009. La nettezza del “rifiuto operaio” non lascia adito ad interpretazioni. Il ”No” prende un risultato che è un terzo in più del peso della Fiom nella rappresentanza in Fiat. Possibile che questo non faccia riflettere la Cgil? Il valore aggiunto è tutto lì? Quale unità sindacale con Cisl e Uil si può costruire a partire da lì? Tutto viene annegato con la retorica del «senso di responsabilità». Va detto che in Cgil la spinta verso lo sciopero generale c'è. E i territori l'hanno ben declinata questa necessità. Ora la parola passa alle categorie. Aspetteranno che il modello Fiat venga esportato o si muoveranno prima?
Non farà bene all’unità sindacale questo atteggiamento. E non farà bene alla percezione che i lavoratori hanno della Cgil. Aver tenuto la schiena dritta e aver restituito con tanta generosità l’attenzione dell’opinione pubblica non è un fatto da archiviare con un semplice applauso. Il tempo darà modo a tutti di riflettere in modo approfondito, non c’è dubbio. Ma ora serve un segnale immediato che la Cgil non ha sentito il bisogno di dare.
Sul dopo voto da Sergio Cofferati, infine, arriva una analisi molto lucida.
«Il voto al referendum di Mirafiori conferma paradossalmente che la vertenza Fiat è ben lontana dalla sua conclusione». «Da oggi - prosegue l’ex-segretario generale della Cgil - non sono in campo solo le contrarietà di un’organizzazione particolarmente rappresentativa come la Fiom. Il voto ha anche esplicitato l’esistenza di una larghissima area di contrarietà e sofferenza non prevista dai firmatari dell’intesa». Cofferati evidenzia il «grande coraggio» delle tute blu. «Questo coraggio fa ben sperare - conclude - sulla possibilità di ripristino in un futuro vicino dei diritti oggi negati».

Leggi tutti i prezzi della crisi...