Ecco la Fabbrica Italia di Marchionne: Per oltre 10.000 lavoratori meno di 40 giorni di lavoro in 9 mesi nel 2011
Lo denuncia la Fiom. Per oltre un terzo dei lavoratori degli stabilimenti italiani della Fiat i giorni di lavoro nei primi nove mesi dell'anno sono stati meno di 40 mentre per il resto hanno dovuto contare solo sulla cassa integrazione. Maurizio Landini oggi in una conferenza stampa ha spiegato le ragioni dello sciopero proclamato per venerdì 21 di tutto il Gruppo Fiat. La Fiom torna a chiedere all'azienda di conoscere il piano industriale e denuncia i ritardi nei lanci annunciati di nuovi prodotti. In particolare la Fiom sottolinea che a Mirafiori (5.400 addetti) si è lavorato in media 35 giorni su 205 lavorativi in 9 mesi mentre a Pomigliano i giorni lavorati sono stati 37. A Termini Imerese dove si produce la Lancia Y (1.400 addetti) si sono lavorati in media 94 giorni mentre a Melfi (5.300 dipendenti) sono stati lavorati 147 giorni su 205. Quasi a pieno regime ha girato lo stabilimento di Cassino (Bravo, Giulietta e Delta per circa 4.600 lavoratori) con 169 giorni mentre in Sevel Val di Sangro dove si produce il Ducato (6.300 addetti) la linea è stata sempre in attività con 205 giorni lavorati su 205. «Molti prodotti sono slittati rispetto ai tempi prospettati, altri sono scomparsi. Ci saranno effetti drammatici per i lavoratori con un allungamento dei tempi di cassa integrazione. Noi temiamo - ha detto a proposito dei progetti per nuovi modelli che non sono ancora partiti - che a Mirafiori prima o poi ci sia una dichiarazioni di esubero per gli enti centrali. E sono terribili - ha aggiunto - gli effetti sulla componentistica».
