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Prezzo della Crisi del 28-02-2011: 'Come Schumacher ma per quattro euro l’ora'
Domani in Puglia la protesta dei collaudatori di Nardò. Saranno ricevuti dall’assessore Loredana Capone

di Vittorio Bonanni
Tutti conoscono più o meno i compensi milionari dei piloti di Formula 1. Si tratta di vere e proprie cifre da capogiro, del resto non tanto diverse da quelle di altre categorie dello sport agonistico. L’unica attenuante, si fa per dire, riguarda i rischi che queste persone corrono, comunque negli ultimi anni fortunatamente ridotti grazie ai passi avanti fatti in termini di sicurezza. Ma tutto questo ragionamento non vale per i collaudatori e in particolare per quelli delle cooperative All Service ed Italian Job che lavorano appunto come tali presso la pista di Nardò (Lecce). Domani, in concomitanza con la riunione del Consiglio regionale della Puglia, che si terrà in via Capruzzi, a Bari, verrà organizzato un presidio dei dipendenti della All Service ed Italian Job. Denunciano di essere sottopagati, 4 euro all’ora (una collaboratrice domestica ne guadagna circa il doppio), pur essendo obbligati dal loro lavoro a condurre auto a 300 km all'ora «in condizioni estreme e turni massacranti». I lavoratori chiederanno di essere ricevuti e ascoltati dal vicepresidente della giunta pugliese e assessore alle Attività produttive, Loredana Capone. «La paga così bassa - spiegano in una nota i lavoratori Cobas - è dovuta al fatto di lavorare con cooperative che in realtà altro non sono che l'interfaccia della Nardò Technical Center che gestisce la pista di Nardò». «Nel 2009 con decisione unilaterale l'azienda - si spiega in una nota - ha messo in cassa integrazione i propri dipendenti e ha rotto l'appalto con le cooperative (nonostante fosse fino al 2011). Qui inizia il dramma per questi dipendenti: quelli della All Service vanno in cassa integrazione in deroga e quelli della Italian Job rimangono senza reddito». «A ciò va aggiunto che grazie ad un indegno accordo sindacale si stabilisce - viene sottolineato - che chi vuole lavorare può farlo solo con l'interinale e a discrezione aziendale (della N.T.C.) con l'immaginabile ricattabilità dei lavoratori». «La N.T.C. - si rileva - ha goduto tra l'altro di un finanziamento pubblico regionale di circa 9 milioni di euro in contraccambio di sviluppo industriale comprese nuove assunzioni dirette». Insomma i soliti intrecci di appalti e subappalti che ormai sembrano regnare sovrani in ogni contesto lavorativo, con l’aggravante che in questo caso stiamo parlando di lavoratori che necessariamente per svolgere quel tipo di attività sono sottoposti ad uno stress fisico e psichico del tutto particolare compensato con una vera e propria elemosina. Speriamo che la giunta di sinistra presieduta da Vendola dia loro ascolto e li aiuti ad uscire da una situazione paradossale.

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