Prezzo della Crisi del 24-03-2011: 'Mirafiori, conto alla rovescia per l'avvio dell'Ergo-Uas'
di Fabio Sebastiani
Per Mirafiori è cominciato il conto alla rovescia. Il 4 aprile, tra dieci giorni circa, entrerà in vigore il nuovo sistema metrico Ergo-Uas. Si tratta di un modo come un altro per sfruttare ancora di più i lavoratori facendo sembrare il tutto come una “democratica” operazione di miglioramento delle condizioni di lavoro. Se da una parte il nuovo “modo di lavorare” imposto da Marchionne migliora l’ergonometria, cioè le condizioni fisiche in cui l’operaio si trova a dover faticare, dall’altra non diminuisce la fatica in quanto molto semplicemente aumenta, in modo “invisibile” i ritmi di lavoro. Il sistema è già stato sperimentato a Melfi. Ed ha prodotto una percentuale piuttosto alta, circa il 50% di malattie muscolo-scheletriche. Eppure viene ritenuto il massimo dal punto di vista della sanità applicata alla catena di montaggio. I dati dicono il contrario.
L’implementazione dell’Ergo-Uas a Mirafiori è una delle conseguenze dirette dell’accordo firmato il 23 dicembre. Quindi è di fatto la prima applicazione di un testo che la Fiom non ha firmato. Che cosa farà il sindacato più rappresentativo a questo punto? Il nodo dell’organizzazione del lavoro non è certo secondario. E’ da lì che nasce il potere del sindacato. Quindi per la Fiom è un’ottima occasione per riprendere dal verso giusto il discorso su Fabbrica Italia.
L’Ergo-Uas è, da un punto di vista tecnico, un passaggio obbligatorio per la quasi completa implementazione del toyotismo all’interno della Fiat attraverso il Wcm, il World class manufacturing.
Il Toyota Production System. È un modo di «pensare all'inverso» rispetto
al taylorismo: non più lo sforzo fisico al centro di una rete di gerarchie e procedure, ma l'apprendimento continuo, il lavoro di squadra, la valorizzazione dell'autonomia e responsabilità dei lavoratori. Quando il lavoratore è in difficoltà suona un allarme, tira una corda sospesa e si ferma la linea. Interviene il «team-leader» per risolvere il problema e si riparte. Perché funzioni i lavoratori devono fare propria l'idea che la
fabbrica è una comunità di cui si condividono i fini e da cui è espulso il conflitto. Il sindacato deve essere aziendale e collaborativo.
In Europa il Wcm ha dovuto fare i conti con una storia operaia e
un'organizzazione sindacale diversa, quella del sindacato «generale» caratterizzato dai contratti nazionali di categoria, dagli accordi confederali e da una legislazione di sostegno. Anche per questo il Wcm ha spostato l'attenzione dalla partecipazione al miglioramento (zero difetti, zero guasti, zero sprechi, zero magazzino) e ha imposto una metrica di origine tayloristica per la definizione delle prestazioni di lavoro: l'Ergo-Uas. «È un modello organizzativo che per funzionare – osserva Antonio Lettieri - ha bisogno di un cambio di ruolo dei sindacati: in azienda entrano solo quelli disponibili a condividere le finalità d'impresa per non interferire con la partecipazione in via gerarchica dei lavoratori». Quindi, come si vede, c’è modo e modo di “faticare”.
Per Mirafiori è cominciato il conto alla rovescia. Il 4 aprile, tra dieci giorni circa, entrerà in vigore il nuovo sistema metrico Ergo-Uas. Si tratta di un modo come un altro per sfruttare ancora di più i lavoratori facendo sembrare il tutto come una “democratica” operazione di miglioramento delle condizioni di lavoro. Se da una parte il nuovo “modo di lavorare” imposto da Marchionne migliora l’ergonometria, cioè le condizioni fisiche in cui l’operaio si trova a dover faticare, dall’altra non diminuisce la fatica in quanto molto semplicemente aumenta, in modo “invisibile” i ritmi di lavoro. Il sistema è già stato sperimentato a Melfi. Ed ha prodotto una percentuale piuttosto alta, circa il 50% di malattie muscolo-scheletriche. Eppure viene ritenuto il massimo dal punto di vista della sanità applicata alla catena di montaggio. I dati dicono il contrario.
L’implementazione dell’Ergo-Uas a Mirafiori è una delle conseguenze dirette dell’accordo firmato il 23 dicembre. Quindi è di fatto la prima applicazione di un testo che la Fiom non ha firmato. Che cosa farà il sindacato più rappresentativo a questo punto? Il nodo dell’organizzazione del lavoro non è certo secondario. E’ da lì che nasce il potere del sindacato. Quindi per la Fiom è un’ottima occasione per riprendere dal verso giusto il discorso su Fabbrica Italia.
L’Ergo-Uas è, da un punto di vista tecnico, un passaggio obbligatorio per la quasi completa implementazione del toyotismo all’interno della Fiat attraverso il Wcm, il World class manufacturing.
Il Toyota Production System. È un modo di «pensare all'inverso» rispetto
al taylorismo: non più lo sforzo fisico al centro di una rete di gerarchie e procedure, ma l'apprendimento continuo, il lavoro di squadra, la valorizzazione dell'autonomia e responsabilità dei lavoratori. Quando il lavoratore è in difficoltà suona un allarme, tira una corda sospesa e si ferma la linea. Interviene il «team-leader» per risolvere il problema e si riparte. Perché funzioni i lavoratori devono fare propria l'idea che la
fabbrica è una comunità di cui si condividono i fini e da cui è espulso il conflitto. Il sindacato deve essere aziendale e collaborativo.
In Europa il Wcm ha dovuto fare i conti con una storia operaia e
un'organizzazione sindacale diversa, quella del sindacato «generale» caratterizzato dai contratti nazionali di categoria, dagli accordi confederali e da una legislazione di sostegno. Anche per questo il Wcm ha spostato l'attenzione dalla partecipazione al miglioramento (zero difetti, zero guasti, zero sprechi, zero magazzino) e ha imposto una metrica di origine tayloristica per la definizione delle prestazioni di lavoro: l'Ergo-Uas. «È un modello organizzativo che per funzionare – osserva Antonio Lettieri - ha bisogno di un cambio di ruolo dei sindacati: in azienda entrano solo quelli disponibili a condividere le finalità d'impresa per non interferire con la partecipazione in via gerarchica dei lavoratori». Quindi, come si vede, c’è modo e modo di “faticare”.
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