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Prezzo della Crisi del 03-05-2011: 'Federmeccanica, ancora scontri ma sotto sotto tratta'
News imagedi Fabrizio Salvatori
Ancora a testa bassa contro il contratto del 2008. Nonostante ben nove sentenze positive, ancora oggi Federmeccanica ha riconosciuto da una parte che non va sospeso il pagamento agli iscritti Fiom degli aumenti legati al rinnovo contrattuale separato del 2009, che il sindacato non riconosce, ma dall'altra ha ribadito che verranno riconosciuti «con ampia riserva», di sospenderne il pagamento o di chiedere la restituzione di quanto pagato. Una scelta presa «anche al fine di evitare ulteriore e inutile contenzioso». La decisione è stata presa dal consiglio direttivo di Federmeccanica. Mentre il giudice del Lavoro di Torino ha respinto il ricorso per comportamento antisindacale promosso dalla Fiom contro Prima Industrie, azienda guidata dal presidente dell'Unione Industriale di Torino, Gianfranco Carbonato. Uno stop alla serie di ricorsi, azienda per azienda, che il sindacato dei metalmeccanici Cgil ha intentato per chiedere di applicare il contratto nazionale del 2008 e di non riconoscere, quindi, il contratto separato del 2009, che era stato firmato solo da Fim-Cisl, Uilm, Fismic e Uglm. La Fiom ha finora incassato nove sentenze a favore: alla Bulloneria Barge di Torino e in sette aziende emiliane, Emmegi, Maserati, Rossi, Glem Gas, Ferrari, Case New Holland, Titan. «Anche questa vicenda - commenta Federmeccanica - mette la Fiom di fronte alla necessità di riconsiderare la propria strategia che affida alla magistratura, con esiti per essa negativi, il compito di sopperire alla manifesta carenza di risultati sul piano negoziale» E dimostra la necessità «di condividere regole capaci di dare stabilità alle relazioni sindacali e certezza applicativa ai contratti sottoscritti». «Federmeccanica subisce, e non poteva fare altro, l'esito delle sentenze. Le riserve sono di prassi. Alla necessità di regole condivise per dare la possibilità ai lavoratori di decidere noi siamo pronti da tempo», è la replica di Giorgio Airaudo, responsabile Auto della Fiom. Quello del giudice di Torino «è un decreto molto discutibile a cui faremo opposizione», dice l'avvocato Elena Poli, che rappresenta la Fiom, e spiega: «Comunque anche in questo caso il giudice riconosce che il contratto del 2008 è pienamente vigente e che va applicato anche alla Prima Industrie. Da una lettura complessiva del decreto risulta inoltre evidente che l'accordo separato 2009 è applicabile solo ai lavoratori iscritti a Fim e Uilm e ai lavoratori non iscritti al sindacato che vi diano espressa adesione». Per il segretario generale della Fismic, Roberto Di Maulo, che commenta così la sentenza di Torino, «la scelta della Fiom di ricorrere alla magistratura e di abbandonare la via della contrattazione è una scelta suicida».

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