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PHONEMEDIA CZ, LA LOTTA CONTINUA
News imagedi Alessandra Sacco
Nelle ultime settimane, dopo essere stati rimpallati come su un tavolo di ping pong tra un ente e l’altro per diverse volte, ieri, giovedì 5 maggio 2011, è stato il turno, per la seconda volta in meno di una settimana, della Regione Calabria.
Causa di questo torneo di tennis da tavolo, che ci ha visto protagonisti senza alcun preavviso né consenso anticipato, è stata la sospensione temporanea (almeno per quanto ci si augura!) dei pagamenti della cassa integrazione.
Come già detto e ribadito più volte, lo status di cassintegrati Phonemedia è rientrato nei nostri curricula più di anno fa, ed esattamente a marzo 2010. E, come quasi sempre accade, viene concesso dallo Stato col cofinanziamento delle Regioni al fine di agevolare un momentaneo periodo di crisi delle aziende. Nel nostro caso, invece, è stato un diritto conquistato quasi con la forza. Per legge, infatti, nel settore dei call center non è prevista la concessione degli ammortizzatori sociali; ma per i 7000 lavoratori Phonemedia Italiani è stata ottenuta preso atto dalle istituzioni della colossale truffa che la dirigenza del gruppo ha compiuto ad arte nei loro confronti. Venuta a galla grazie alle ostinate battaglie messe in campo dai lavoratori con le unghie e con i denti, che hanno fatto sì che la maggior parte della dirigenza aziendale si trovi ora in stato di detenzione, in carcere o agli arresti domiciliari, dopo una lunga ed attenta indagine avviata nei loro confronti in seguito alle denuncie reclamate dai lavoratori.
Terminato il primo ciclo di concessione di cigd, il 3 marzo scorso è stato già firmato l’accordo tra le parti al ministero di Roma per il rinnovo. Ma, come ormai siamo stati costretti ad imparare a nostre spese, tra “l’atto formale e la concessione reale c’è sempre di mezzo il mare”.
Infatti appena terminato il periodo della prima concessione, a metà marzo scorso, si sono interrotti i pagamenti.
Preso atto del blocco dei pagamenti senza alcun preavviso, direttamente dai nostri c/c, ci siamo immediatamente autodeterminati per mettere in campo forme di protesta con lo scopo di comprendere quale sarebbe stata l’evoluzione della situazione, e dare una rapida spinta verso la risoluzione. Inizialmente abbiamo riscontrato molta confusione sull’argomento: analisi e versioni della situazione mai precisamente definite, un iter burocratico sempre incompleto, la cui incompiutezza non permette di procedere all’erogazione dei mandati di pagamento.
Un ente aspetta la firma o l’autorizzazione di un altro ente, e viceversa, creando un deleterio circolo vizioso, sempre a spese dei lavoratori.
Nell’ultimo mese, dopo aver fatto visite di massa almeno quattro o cinque volte tra Inps e Regione, finalmente siamo riusciti ad ascoltare una versione più chiara, ma che purtroppo, però, ancora prevede altri passaggi prima di potersi concludere e portare all’effettiva erogazione dei pagamenti.
Con non poche difficoltà, a causa dell’agitazione per il tangibile disagio vissuto dai lavoratori per i mancati pagamenti ed alla grande confusione generata dalle innumerevoli e spesso sconnesse informazioni forniteci in queste ultime settimane, ieri mattina siamo stati ricevuti dalla dirigenza della Regione e, finalmente, ci è stato illustrato un quadro della situazione un po’ più chiaro e dettagliato:
Martedì 10 maggio ’11 è stato organizzato un incontro specifico sul caso: CASSA INTEGRAZIONE PHONEMEDIA. Sono stati convocati il commissario Di Mundo (attuale referente dell’azienda nominato dallo Stato), il dott. Sculco ed il dott. Putame (referenti della dirigenza dell’Inps) e la dirigenza regionale. L’obiettivo sarà quello di avviare alla conclusione la prassi burocratica e di portare a compimento la documentazione necessaria per l’erogazione della cassa integrazione.
In seguito alle nostre ostinate sollecitazioni, in questi ultimi giorni abbiamo avuto modo di vedere e toccare con mano l’impegno volto a risolvere la controversa situazione, sia da parte dell’Inps, che da parte della Regione Calabria, ciascuna nelle loro competenze, con un atteggiamento di maggiore chiarezza e umanità.
Ciò non toglie però che la situazione non possa ancora ad oggi ritenersi ad un passo dall’effettiva risoluzione. E questo quanto affermato chiaramente anche dagli stessi dirigenti della Regione e dell’inps, poiché la parte imprescindibile dell’esito finale dovrà essere ultimata dal commissario Di Mundo e dal Ministero.
Brutalmente segnati da tutti gli ostacoli che hanno caratterizzato in ogni momento la vicenda Phonemedia, è difficile per noi riuscire ad avere fiducia e credere che le cose possano avere un epilogo celere e soddisfacente.
Proprio per questo motivo, dopo l’incontro con la dirigenza regionale, nonostante abbiamo constatato l’impegno, la chiarezza e la determinazione a volerci far comprendere nel dettaglio il quadro della situazione da parte della Regione Calabria, ci troviamo ancora in uno stato di insicurezza e tensione.
I punti di domanda potrebbero essere molti: lo slittamento dell’incontro per cause varie ed eventuali, il mancato raggiungimento dell’intesa tra le parti, la documentazione necessaria incompleta, l’ASSENZA DEL COMMISSARIO.
Siamo dunque quasi allo stesso punto di partenza: l’ATTESA. La stessa attesa che dal principio di questa vertenza, che nel frattempo ha visto trascorrere quasi due anni, è diventata per noi intolleranza.
Siamo stanchi e stremati da queste interminabili attese. Le spiegazioni tecniche e burocratiche non alleviano la pesantezza. Non ci fanno mangiare, non ci pagano l’affitto.
E’ inconcepibile che intoppi burocratici siano a tal punto condizionanti nella vita degli esseri umani.
Quello che chiediamo a gran voce è più trasparenza e correttezza da parte delle istituzioni. Coinvolgendo maggiormente i lavoratori, o i percettori di ammortizzatori sociali, di quale sia il loro destino. Basterebbero semplici e banali comunicazioni preventive ed informative. Essenziali per noi a renderci consapevoli di quando e se potremo o non potremo contare sul nostro sostegno al reddito.
Invitiamo dunque tutte le istituzioni, e tutti gli altri enti coinvolti nella vicenda, e questa volta in particolar modo il commissario Di Mundo e i funzionari del Ministero, ad impegnarsi a fondo ed essere d’ora in poi più chiari, trasparenti e solerti. Facendovi presente che dietro ad ognuna di quelle pratiche c’è una persona, con una famiglia, con una casa … non possiamo e non vogliamo credere che banali intoppi burocratici possano significare per noi, ogni volta, non poter sopravvivere e non essere in grado di garantire una vita dignitosa alle nostre famiglie.
Ma lo sfiancamento, con cui ormai abbiamo imparato a convivere, non è più per noi d’impedimento. Il tormento causatoci dalla vicenda Phonemedia ha innescato un meccanismo involontario in cui l’insofferenza e l’intolleranza sono diventati parte integrante di noi. Ed il tempo dell’attesa per noi è finito da un pezzo.
Non permetteremo che analoghe situazioni di mancanza di efficienza, impegno, sensibilità e disinteresse vengano perpetrate sempre a nostre spese, non permetteremo più che si abusi di noi e della nostra pazienza. Abusi perpetrati a spese di individui già in situazione di evidente disagio è vile e meschino.
Una cosa questa vicenda ce l’ha insegnata, ed è che NON SIAMO E NON SAREMO PIU’ DISPOSTI A SUBIRE.

Cz, 6 mag. 11
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