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LAVORO:OPERAI A 56 METRI SU TORRE, FIGLI INCATENATI CANCELLO PROSEGUE PROTESTA IN CALABRIA OPERAI CENTRALE GRUPPO MARCEGAGLIA
(ANSA) - CUTRO (CROTONE), 13 SET - I padri si trovano a 56 metri di altezza, su una torre della centrale a biomasse Eta di Cutro, di proprieta' del gruppo Marcegaglia, ed i loro figli, bambini di eta' variabile dai 4 ai 9 anni, insieme alle madri, si sono incatenati al cancello dello stabilimento per supportare la protesta. Prosegue dunque la manifestazione, iniziata ieri mattina, dei 24 operai sui 44 dipendenti della centrale, tutti in cassa integrazione dal maggio scorso, per denunciare la loro situazione di precarieta' lavorativa e le loro preoccupazione sul futuro dello stabilimento. La centrale, hanno spiegato, doveva essere sottoposta ad un adeguamento tecnico ma i lavori non sono mai stati avviati. Stamani, verso le 8.30, ai cancelli dello stabilimento si sono presentate alcune delle mogli degli operai, con i figli, e si sono incatenati alle sbarre. La loro protesta, hanno annunciato, andra' avanti ad oltranza. Intanto, due degli operai sulla torre, dove ci sono oltre 40 gradi di temperatura, hanno dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. Uno ha ricevuto un colpo accidentale alla mano, mentre l'altro ha accusato un malore per il gran caldo. Le loro condizioni, comunque, sono buone e stanno proseguendo la protesta insieme ai compagni di lavoro. ''Cominciamo ad essere stanchi - ha detto Leonardo Mittica, capo turno alla centrale - ma non siamo cosi' irresponsabili da esporci a rischi senza motivo. Il fatto e' che da quattro mesi non si riesce ad avere un contatto con il gruppo Marcegaglia per sbloccare questa situazione di stallo. Questa e' una centrale che, con l'indotto, da' lavoro a 400 persone ma nonostante fosse una tra le piu' produttive del gruppo, tanto che ogni mese ricevevamo fax di complimenti per la produzione, i lavori di adeguamento non sono mai partiti e nessuno ci fa sapere cosa succedera'. Se siamo saliti sulla torre e' per riuscire ad avere un contatto con i responsabili del gruppo Marcegaglia''. ''Questa - ha aggiunto - e' una terra difficile. Cosa dovremmo fare, andare a rafforzare la 'ndrangheta? Non lo vogliamo fare perche' non e' nel nostro dna. Noi vogliamo soltanto fare il nostro lavoro''. (ANSA)
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