Martedì 22 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 16:33
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Prezzo della Crisi del 29-09-2011: 'Lettera Bce, la preseunta strategia della Cgil esce a pezzi'
News imagedi Fabio Sebastiani
“Madamina il catalogo è questo”. Fuor di metafora, è il catalogo della Bce che deve essere transitato, sempre per “vie segrete” e tunnel vari, stavolta da Bruxelles a Roma, direttamente alla foresteria di Confindustria, dove nel frattempo veniva consumato l’accordo del 28 giugno. E’ alla luce di questa lettera, o se volete della tavola dei comandamenti, che oggi si hanno le prove di molti conti che non tornavano, a partire da quel legame, più o meno diretto tra quell’intesa e l’articolo 8, che il ministro Maurizio Sacconi ha voluto far scrivere nella manovra di agosto. Nel “decalogo” un passaggio segue l’altro, senza soluzione di continuità. E, si aggiunge, semmai la cosa non fosse chiara, che il primo va nella direzione del secondo. Quando la segretaria della Cgil Susanna Camusso siglò il testo rintuzzò le critiche sostenendo il carattere difensivo di quel passo. Alla luce della lettera la questione non sembra stare per niente in questo senso, anzi. C’è, al contrario, una precisa strategia in cui il sindacato fa la figura del semplice esecutore di ordini presi in un altra sede. E’ un po’ avvilente a dire la verità, ma questo è.
A mettere in luce questo aspetto è l’Usb che per bocca di Fabrizio Tommaselli parla di una Cgil, che «ha così smentito la sua stessa partecipazione allo sciopero del 6 settembre». «Una ingerenza senza precedenti, una imposizione pesantissima - continua l’Usb - che riguarda i contenuti, il metodo ed i tempi di attuazione e che prescrive addirittura la modifica della stessa Costituzione italiana». Anche Giorgio Cremaschi, leader della Rete 28 aprile, è dello stesso avviso, e in una nota parla di accordo «scritto sotto dettatura». La firma di Mario Draghi in calce alla lettera non è cosa di poco conto. E va letta alla luce della cementificata alleanza tra via Nazionale e corso d’Italia. E infatti la Bce non parla di articolo 8 che è, alla lettera, una follia tutta “sacconiana” nel tentativo di recuperare la Fiat, ma di «accordi a livello di impresa». E’ un po’ la stessa cosa, si potrebbe obiettare. Anche perché nella formulazione europea non c’è alcun riferimento al presunto argine del contratto nazionale, anzi. Infatti, poco più avanti, si dice: «... in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione». Ed è esattamente il punto che dimostra tutta la debolezza del 28 giugno nel suo insodabile e arcano “scopo difensivo”.

Leggi tutti i prezzi della crisi...