Martedì 22 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 16:46
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ULTRAS ALCOA
Hanno assediato gli intoccabili, i calciatori. Lo hanno fatto per ottenere la ribalta nazionale della loro lotta, bloccando le divinità della società italiana, i rappresentanti di una realtà sociale lontano anni luce dalla loro. Siamo convinti che molti di quegli operai che oggi hanno bloccato i bus del Cagliari e della Fiorentina  vanno alla stadio, ma oggi prima ancora di essere ultras della loro squadra  erano classe operaia.  Lavoratori dignitosi dello stabilimento Alcoa di Portovesme (Carbonia-Iglesias), che la multinazionale statunitense ha deciso di chiudere.   Il fischio di inizio è così slittato di 30 minuti, preceduto da notizie e dichiarazioni su televisioni e siti online dei giornali. «Non è consueto che una partita inizi con mezz'ora di ritardo. Ma questo la dice lunga sulla disperazione di tanta gente che sta perdendo il posto di lavoro" racconta ai cronisti l'allenatore viola Delio Rossi, aprendo la conferenza stampa post partita. «Mi hanno chiamato - ha detto ancora - insieme al capitano e ai dirigenti e ci hanno chiesto di dare un pizzico di visibilità alla loro situazione dal momento che il calcio è sotto i riflettori. Sono un padre di famiglia: quando so che tante famiglie rischiano di rimanere senza uno stipendio non posso rimanere indifferente». Anche il tecnico del Cagliari Davide Ballardini ha parlato dei problemi dei lavoratori Alcoa: «Tutta la nostra solidarietà  e non potrebbe essere altrimenti: sono persone perbene che chiedono di lavorare, un patrimonio del nostro Paese». Il presidente del Cagliari, Massimo Cellino, ha anche voluto che una rappresentanza di sindacalisti e operai seguisse la partita, finita 0-0. «Anche a nome del rappresentante della Rsu, Bruno Usai e della segretaria Uilm Daniela Piras - ha detto Franco Bardi segretario della Fiom Cgil del Sulcis Iglesiente - ringraziamo il presidente del Cagliariper la sensibilità mostrata in questa occasione e nel corso della nostra vertenza». Una vertenza portata avanti con molta responsabilità durante l'assedio rumoroso all'hotel della Fiorentina e al centro sportivo «Ercole Cellino» di Assemini (Cagliari) dov'erano in ritiro i rossoblù. Il blitz cagliaritano dei lavoratori Alcoa era cominciato di primo mattino con un'assemblea nello stabilimento di Portovesme da dove oltre 300 lavoratori hanno raggiunto il capoluogo sardo e cominciato la loro protesta. «La nostra situazione è preoccupante e rischia di degenerare ogni giorno che passa. È necessario - ha concluso Bardi - che tutti siano consapevoli di quello che sta succedendo nel Sulcis Iglesiente. La chiusura dello stabilimento di Portovesme è un danno per l'economia dell'intero paese e noi non possiamo accettarlo».