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Annullamento dei contratti nazionali? No, grazie. #Salva Articolo 18. Le firme e le dichiarazioni di oggi
Annullamento dei contratti Nazionali? No, grazie. Quello che voleva il governo Berlusconi non è il deisderio dei lavoraotri. Questa mattina è partita la raccolta firme per il Referendum "Salva Articolo 18", da nord a sud con l'obiettivo di raccogliere 500.000 firme entro Natale.
In piazza sono scesi lavoratori, sindacati, sindaci, politici, tutti insieme per ottenere lo stesso risultato. 
Nel frattempo Elsa Fornero, il Ministro del Lavoro ha speso spiccioli di parole: "Sono disposta a considerare tutte le ragioni: se possiamo fare piccole cambiamenti dichiara - magari di tipo interpretativo su argomentazioni buone, si può fare''. 

''Nel settore metalmeccanico abbiamo già dieci licenziamenti, tra Asti, Torino e Ancona - ha dichiarato Maurizio Landini, Segretario della Fiom .- Aziende che licenziano 2-3 lavoratori per ragioni economiche. Guarda caso, otto di questi dieci sono iscritti alla Fiom''. Il segretario è intervenuto nella sua Reggio Emilia. anche lui, infatti, intende per promuovere le iniziative della sindacato e la raccolta di firme. ''L'atutale modifica dello statuto - aggiung e il segretario - permette in realtà di licenziare più facilmente le persone. Raccontavano che modificando l'art 18 sarebbero cresciuti gli investimenti - continua - ma alle frontiere non vedo certo frotte di multinazionali che vogliono investire da noi. L'unica cosa certa è che dieci lavoratori sono stati licenziati grazie a questo nuovo sistema''. La raccolta di firme della Fiom si fermerà a fine anno. Le firme le vogliamo presentare a gennaio. Andremo davanti a tutte le aziende, quindi ci rivolgeremo a tutti i lavoratori metalmeccanici'', ha detto Landini.

"Il Governo Monti dice che per uscire dalla crisi bisogna ridurre i diritti dei lavoratori - dichiara Paolo Ferrero, Segretario di Rifondazione Comunista. - Noi pensiamo esattamente il contrario. L'unico modo per uscirne è aumentare gli stipendi, migliorare il welfare e garantire i diritti. Il referendum è insieme una battaglia di giustizia - aggiunge il segretario - perché i lavoratori hanno il diritto ad non essere licenziati ingiustamente, ma anche un modo per uscire dalla crisi, perche' piu' si abbassano gli stipendi, meno soldi ha la gente per vivere e più  la crisi di avvita". 

"Oggi sono andato a firmare per i referendum a difesa del contratto collettivo nazionale di lavoro e dell'art. 18. Il lavoro è un diritto e la Costituzione deve essere rispettata". A scriverlo, e sulla sua pagina facebook è Luigi De Magistris, il Sindaco di Napoli che questa mattina ha firmato a Napoli in piazza Trieste.

A Bologna è nato il comitato provinciale per i referendum sul lavoro, formato organizzazioni bolognesi delle forze politiche e sociali tra  Fiom, Lavoro e società Cgil, La Cgil che vogliamo, Circolo de Il Manifesto, Alba, Federazione della sinistra (Prc-Pdci-Partito del lavoro), Italia dei valori, Partito comunista dei lavoratori, Sinistra ecologia e libertà, Verdi.
"l'adesione al comitato è aperta a tutte le soggettività politiche, sindacali e di movimento, della società civile di Bologna, che hanno a cuore la tutela dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori". A dichiararlo è il comitato stesso che coordinerà la raccolta delle firme per la promozione dei referendum nel territorio provinciale di Bologna anche attraverso un profilo Facebook e un sito web informativo.
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